4 kg in una settimana, ma non è tutto oro quello che luccica: luci e ombre della dieta chetogenica | Paesi del Gusto

4 kg in una settimana, ma non è tutto oro quello che luccica: luci e ombre della dieta chetogenica

Marianna Notti  | 17 Gen 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti
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Perdere peso in poco tempo e senza fatica è, da sempre, una possibilità estremamente attraente, soprattutto dopo le concessioni alla gola delle festività e con lo spauracchio della prova costume che inizia ad affacciarsi nella nostra mente. Tra le tante diete emergenti, la dieta chetogenica, che punta sulla riduzione drastica del consumo di carboidrati, in favore di proteine e grassi, è particolarmente allettante, sia per il tipo di pasti proposti, sia per la promessa di perdere fino a 4 chili in una settimana.

Dieta chetogenica: un cambio di metabolismo

La dieta chetogenica è un regime alimentare dimagrante che fa leva su un processo metabolico chiamato chetosi. Questo processo ha luogo nel nostro organismo quando le cellule non hanno a disposizione carboidrati da utilizzare per produrre energia e, quindi, iniziano a utilizzare i grassi. Da questo processo hanno origine composti detti corpi chetonici (chetogenesi significa letteralmente produzione di chetoni), ovvero acidi organici che il nostro fegato produce quando il nostro organismo si trova in condizione di carenza di glucosio. I chetoni vengono poi utilizzati dalle cellule al posto del glucosio per produrre energia.

I benefici della dieta chetogenica

Dopo pochi giorni (da 2 a 4) di dieta chetogenica, l’organismo raggiunge una condizione detta, appunto, “chetosi” e inizia a bruciare sistematicamente i grassi per produrre l’energia necessaria a tutti i processi vitali. Per verificare se il nostro corpo è in chetosi esistono semplici test delle urine, ma ci sono anche segnali fisiologici, come un particolare odore dell’alito (che sa di acetone), l’aumentata sensazione di sete, una maggiore riuresi e la riduzione dell’appetito. La produzione di chetoni, infatti, genera un senso di sazietà. Tutto questo fa sì che la perdita di peso sia piuttosto rapida. Non solo, una volta arrivati a regime con questo sistema alimentare, le persone si sentono più energiche e dinamiche.

Il rovescio della medaglia

A fronte dei vantaggi di una perdita di peso importante e veloce, la dieta chetogenica presenta anche notevoli controindicazioni. Se protratta per lungo tempo o seguita senza controllo e in modo errato, infatti, può dare origine a importanti carenze nutrizionali. La chetosi, inoltre, rappresenta una condizione tossica per il nostro organismo: l’eliminazione dei corpi chetonici in eccesso attraverso le urine, infatti, comporta un notevole sforzo per i reni. Diventa quindi indispensabile adottare un regime alimentare chetogenico solo dopo aver consultato uno specialista. Generalmente, infine, la dieta chetogenica può essere seguita solo per limitati periodi di tempo, per tornare poi a un’alimentazione più equilibrata in termini di apporto di macronutrienti. Non a caso, questo regime alimentare nasce a uso medico e terapeutico, nel trattamento di obesità grave, patologie metaboliche e alcune forme di epilessia infantile.

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Dieta chetogenica: sì alle verdure a foglia verde, ma niente carboidrati

Cosa mangiare quando si segue una dieta chetogenica

La dieta chetogenica prevede un forte squilibrio tra le quantità di carboidrati (circa 10%), grassi (circa 70%) e proteine (circa 20%). Questo regime alimentare prevede la quasi totale esclusione di alcuni alimenti, per esempio molti tipi di frutta, ritenuti troppo zuccherini, ma anche di alimenti ad alto tenore di carboidrati, come cereali, patate, miele e bevande zuccherate. Si possono invece consumare con moderazione latte e yogurt (che contengono lattosio) e verdure con un contenuto amidaceo medio, come carote o bietole. Sono ammessi anche i legumi e frutti acidi, come i frutti rossi. La base della dieta chetogenica è invece costituita da grassi, saturi e non, e proteine. Sì dunque a carne, pesce, grassi come olio e burro, formaggi e semi oleosi. Tra gli ortaggi si privilegiano quelli non amidacei, come le verdure a foglia verde, le crucifere, i pomodori e anche i funghi.

Marianna Notti
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