4 ragù storici d’Italia, mappa dei ragù da nord a sud del Paese

Marianna Di Pilla  | 20 Mag 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti
Ragù alla genovese

Il ragù è uno dei piatti fondamentali della cucina italiana, uno di quelli che meglio di altri è capace di portare in un attimo una sensazione di calore e famiglia a tavola. È il piatto della domenica per tradizione, di cui ogni famiglia ha la sua versione e il suo ingrediente segreto che lo rende unico e speciale.
Un buon ragù richiede pazienza e cura nella preparazione, con cotture lunghe e lente che ne esaltano i sapori. Bisogna inoltre prestare attenzione ai formati di pasta da preferire per quel determinato ragù per ottenere un risultato ottimale.

4 ragù per un giro d’Italia

Ogni regione d’Italia ha la sua interpretazione di questo piatto, una varietà che riflette la diversità culinaria e culturale del paese. Ogni tipo di ragù parla di una parte della cultura e delle tradizioni della regione da cui proviene, offrendo una varietà incredibile e deliziosa di sapori a chi desidera esplorare la profondità della cucina italiana.
Senza dubbio è difficile catalogare e riassumere le tradizioni culinarie italiane se e quando si parla di ragù. Noi ci vogliamo provare con questo viaggio alla scoperta di 4 ragù simbolo della cucina italiana.

  1. Ragù alla Bolognese (Emilia-Romagna)

Ragù alla bolognese
Ragù alla bolognese

Pur non essendo l’unico, di certo è il più celebre dei ragù italiani. Il ragù alla bolognese è un condimento ricco e corposo fatto con carne di manzo o di vitello, pancetta, cipolle, carote, sedano, pomodoro, vino rosso e latte.
Viene tradizionalmente servito con tagliatelle all’uovo, ma è anche l’ingrediente chiave delle classiche lasagne alla bolognese.
Sul ragù alla bolognese non si transige: esiste una ricetta ufficiale depositata alla Camera di Commercio di Bologna.

  1. Ragù Napoletano (Campania)

A Napoli il ragù assume una forma diversa. Conosciuto anche come ragù alla napoletana, è preparato con pezzi interi di carne come salsiccia, costolette di maiale e talvolta anche braciole di manzo, che vengono lentamente brasati nel sugo di pomodoro per diverse ore.
Nel ragù napoletano la grande differenza con quello emiliano è rappresentata proprio dall’utilizzo della carne lasciata in pezzi e non tritata, resa morbida dalla lunghissima cottura a fuoco dolce.
Questo ragù è più liquido rispetto alla versione bolognese e spesso servito con pasta corta come ziti o rigatoni.

  1. Ragù di Cinghiale (Toscana)

Ragù di chinghiale

Nelle colline della Toscana, il ragù di cinghiale è una specialità, particolarmente apprezzato durante la stagione di caccia. Il cinghiale viene marinato in vino rosso e aromi, poi cucinato lentamente con pomodori, cipolle, carote e sedano.
Questo ragù selvatico è spesso accompagnato da pappardelle.

  1. Ragù alla Genovese (Campania)


paccheri alla genovese

Nonostante il nome, il ragù alla genovese è un’altra specialità napoletana. Ed è proprio per lui che torniamo in Campania.
È un sugo a base di cipolle e manzo, dove le cipolle vengono stufate fino a diventare dolci e dorate prima di aggiungere la carne.
Questo ragù è particolarmente ricco e saporito e viene generalmente servito con pasta all’uovo come fettuccine.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


Ultimi Articoli

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur