All’estero è un obbligo, in Italia è cultura: ecco cosa sono le mance e cosa c’è dietro

Francesco Garbo  | 05 Ott 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Finita la cena, hai mangiato bene, chiedi il conto, paghi e lasci una mancia perché hai passato una bella serata. Ma a quanto ammonta una giusta mancia da lasciare? E poi, perché si lascia la mancia e perché si chiama cosi? Cerchiamo di fare chiarezza.

Storia della mancia

Mancia “piccolo regalo in denaro che si usa dare a chi ha reso un servizio o una cortesia, in aggiunta al compenso dovuto” questa la definizione della Treccani. Un’usanza che ha origini davvero molto lontane. Il termine mancia deriva infatti da manica. Una manica femminile che era donata ai cavalieri nel Medioevo al termine dei tornei. Il regalo della manica era un segno di favore verso il cavaliere che si era distinto per le sue abilità. Dal medioevo a oggi il significato della mancia è cambiato radicalmente ma rimane comunque il simbolo di favore che essa esprime.

Alcuni sostengono che la mancia fosse conosciuta già tra gli antichi romani anche se sotto un altro nome: la strenna. Ma torniamo al medioevo, in quest’epoca le maniche erano una parte molto importante del vestito. Infatti la parte del busto rimaneva fissa mentre le maniche erano intercambiabili. Non solo, più le maniche erano ricche e in tessuti particolari più si era alla moda. “Non prendan li mortali il voto a ciancia; siate fedeli, e a ciò far non bieci, come Iepté a la sua prima mancia” anche Dante nella Divina Commedia, precisamente nel V canto del Paradiso, parla di mancia con quest’accezione.

Più avanti nel tempo l’accezione della mancia si lega sempre di più a quella odierna, infatti i servi che lavoravano per la nobiltà non erano stipendiati, la loro paga era il vitto, l’alloggio e la divisa. Ancora una volta tornano le maniche, quelle che in questa divisa erano le prime a rovinarsi a causa dei lavori fisici, ecco dunque che il padrone forniva una piccola somma di denaro in grado di poter mettere il servo nella condizione di comprare delle maniche sostitutive.In Francia, nel corso degli anni il termine mancia cade in disuso e viene sostituito da pourboire ovvero per bere, come a intendere una somma donata per comprare qualcosa da bere.

Ma è obbligatoria?

Arriviamo al tasto dolente, quanto bisogna lasciare di mancia? E poi, è obbligatoria? Cominciamo con il dire che sia in Italia che in Europa lasciare la mancia non è un obbligo ma rimane una scelta lasciata al cliente. Se volessimo stilare una media per una mancia giusta dovremmo dire che si aggira tra il 4% e il 10% del conto.

Mancia nel mondo

Non sempre la mancia viene vista come in Italia, per esempio in Egitto è una consuetudine diffusa anche perché essendo molto bassi gli stipendi la mancia è un modo per poter far arrivare lo stipendio a una cifra dignitosa. In Cile la mancia è consigliata ma non obbligatoria, si aggira intorno al 10%. Negli USA la mancia non è obbligatoria ma molto gradita perché nei ristoranti il servizio non è incluso quindi la mancia stessa è la retribuzione dei camerieri. In Francia la mancia è già inclusa nel servizio quindi non è dovuta, così come ad esempio in Islanda e in Polonia. Chiudiamo con il Portogallo dove è gradita e si aggira attorno al 5-10% anche se nei ristoranti di alto livello è già compresa nel prezzo del servizio

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



Articoli più letti

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur