
Nel cuore della Puglia un borgo custodisce un grano duro antico che ancora oggi definisce il pane più famoso di Italia
Arrivando ad Altamura, in provincia di Bari, si capisce subito che il pane qui non è un semplice accompagnamento a tavola. È un segno concreto del paesaggio, del lavoro agricolo e di una memoria collettiva che nell’Alta Murgia continua a essere visibile nel 2026. Parlare di Pane di Altamura DOP significa infatti raccontare un prodotto, ma anche una filiera e un territorio che si sostengono a vicenda.

Altamura, l’Alta Murgia e un pane che nasce dal territorio – paesidelgusto.it
Altamura, nel cuore dell’Alta Murgia, conserva un rapporto molto stretto con la cerealicoltura. I terreni calcarei, il clima asciutto e l’esposizione al sole hanno favorito per secoli la coltivazione del grano duro, costruendo un’identità agricola ancora leggibile nel paesaggio. In questo contesto è nato il pane di Altamura DOP, riconosciuto come il primo pane europeo ad avere ottenuto la denominazione di origine protetta. Non è un dettaglio formale, ma il riconoscimento di una continuità produttiva rimasta fedele al territorio. Qui il pane rappresenta una sintesi tra ambiente, economia rurale e sapere artigiano, e continua a essere uno dei simboli più efficaci per capire la città oltre la sua immagine monumentale.

Grano duro locale, varietà antiche e filiera corta – paesidelgusto.it
La qualità del Pane di Altamura DOP parte dalla materia prima. Al centro ci sono il grano duro locale e varietà considerate storiche o antiche come Appulo, Arcangelo e Duilio, coltivate perché adatte alle condizioni dell’area murgiana e utili a ottenere una semola adatta alla panificazione. Dopo la raccolta, il cereale viene trasformato in semola rimacinata, passaggio decisivo per la struttura dell’impasto e per la consistenza finale della pagnotta. In molti casi la produzione segue una filiera corta, con rapporti diretti tra agricoltori, mulini e forni storici. Questo modello riduce i passaggi intermedi e mantiene il controllo sulla qualità. Nel 2026 la filiera resta un elemento centrale non solo sul piano economico, ma anche per la riconoscibilità del prodotto e per la tutela di un’agricoltura locale che continua a modellare il territorio.

Lavorazione tradizionale, criscito e controlli DOP – paesidelgusto.it
Il disciplinare del Pane di Altamura DOP definisce ingredienti e tecniche con precisione. L’impasto nasce da semola rimacinata, acqua, sale e lievito madre, chiamato spesso criscito, che viene conservato e rinnovato nel tempo. Questo elemento naturale incide sul profilo aromatico, sulla lievitazione e sulla capacità del pane di mantenersi fragrante per più giorni. La cottura in forno a legna, spesso in strutture storiche del centro urbano, dà alla pagnotta una crosta spessa, dorata e riconoscibile. Anche la durata del prodotto, oggi molto apprezzata, nasce da esigenze antiche delle famiglie contadine. A garantire autenticità intervengono i controlli previsti dalla DOP, che verificano provenienza del grano, macinazione e lavorazione. Il disciplinare non serve solo a certificare un marchio, ma a proteggere il nome da imitazioni e a mantenere coerente il legame tra prodotto e area di origine.

Identità territoriale e valorizzazione culturale nel 2026 – paesidelgusto.it
Nel 2026 il pane di Altamura continua ad avere un ruolo forte nella conservazione dell’identità territoriale. Tiene insieme campi, saperi artigiani, lessico locale e abitudini alimentari, diventando una forma concreta di memoria condivisa. Allo stesso tempo è anche una chiave di lettura della città per chi arriva da fuori. La valorizzazione turistica e culturale di Altamura passa infatti anche attraverso il racconto della sua filiera: visitare forni storici, osservare il lavoro dei panificatori, capire il rapporto tra Alta Murgia e coltivazione del grano aiuta a leggere il territorio in modo più completo. Senza trasformare tutto in una vetrina, il pane resta un fatto economico e culturale reale, capace di collegare produzione agricola, attrattività locale e immagine della città. È per questo che ad Altamura il pane non rappresenta soltanto una specialità, ma un vero linguaggio del territorio.
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