Una volta ci si metteva il groviera e non solo. 4 cose che non sai sulla vera carbonara

Marianna Notti  | 05 Apr 2024

Il 6 aprile è il Carbonara Day, la “giornata mondiale della carbonara”. L’evento, istituito da Unione Italian Food e International Pasta Organisation, è l’occasione per appassionati e professionisti, di proporre le loro ricette di carbonara, a tavola e soprattutto sui social.

Uno dei trending topic degli scorsi anni è stato #therealcarbonara, per contrapporre la ricetta originale della carbonara alle mille varianti che spuntano periodicamente in rete (non ultima la carbonara al pomodoro del New York Times).

1 4 cose che non sai sulla carbonara

Secondo una ricerca Unionfood, il 36% delle carbonare è “sbagliato”, dunque non rispettoso della lista degli ingredienti e della ricetta. Quel che è certo è che se della carbonara se ne vedono tante versioni differenti, è anche perchè tutti amano questo piatto e lo portano in tavola ogni volta che possono. A costo di non preparare una ricetta che piace ai puristi.

Una volta stabilito che la carbonara è tra i piatti più amati al mondo, scopriamo insieme 4 cose che forse ancora sapevi di lei.

1.1 1. La carbonara è il piatto americano di Roma

Chi ha inventato la carbonara? Difficile a credersi, ma il piatto simbolo della cucina romana ha origini “Usa”. Ad affermarlo lo storico enogastronomico Luca Cesari, dall’Università della Cucina Italiana di Firenze.

Cesari ha infatti definito la carbonara un piatto “squisitamente americano”. Nessuno, però, gridi allo scandalo. C’è una spiegazione. L’americanità del piatto, infatti, non sta nel luogo d’origine o nel suo creatore. La ricetta originale è del cuoco bolognese Renato Gualandi che la preparò per la prima volta (e qui tutto si spiega) per alcuni ufficiali dell’esercito americano che nel 1944 erano di stanza a Riccione. L’idea di fondo è quella di una pasta “cacio e ova” (tipica campana) a cui aggiungere l’americanissimo bacon.

Gualandi continuò poi a preparare il piatto nella Capitale, dove si era trasferito per lavoro. Qui il suo successo crebbe col passare degli anni, tanto che nel 1951 viene citata nel film “Cameriera bella presenza offresi” del regista Giorgio Pastina.

La prima ricetta in forma scritta della carbonara, però, risale al 1952 e se ne trova traccia proprio in America. A riportarla è una guida di ristoranti di Chicago, che ne parla all’interno della recensione del ristorante Armando’s.

1.2 2. Una volta si faceva con groviera e pancetta

La versione italiana della ricetta in forma scritta apparirà solo due anni dopo, riportata dalla storica rivista La Cucina Italiana. La ricetta de La Cucina Italiana prevedeva, per la carbonara, ingredienti che oggi potrebbero indignare gli estimatori del piatto. Si parlava infatti di spaghetti, uova, pancetta, groviera e aglio. Solo negli anni ’60, grazie all’opera di Luigi Carnacina, “La grande cucina”, si arriva alla ricetta attuale, quella che prevede rigorosamente guanciale, uova, pecorino romano e pepe nero.

1.3 3. Il formato di pasta è importante

Spaghetti alla carbonara

Lunga o corta, l’importante è che il formato di pasta scelto per la carbonara sia in grado di raccogliere efficacemente il cremoso sugo a base di uova, formaggio e guanciale.

Tra le paste lunghe spiccano ovviamente gli spaghetti che, mantecati con la salsa, creano un perfetto matrimonio di gusto. Una licenza poetica agli spaghetti è l’utilizzo dei bucatini, che grazie al foro centrale raccolgono ancora più condimento.

Per la carbonara va bene anche la pasta corta e le due per eccellenza tra cui scegliere sono rigatoni e mezze maniche. Si tratta di due formati rigati e dalla forma robusta e forata al centro, per catturare al meglio il sugo succulento. Meno utilizzati, ma potenzialmente adatti, anche penne, farfalle e ziti.

1.4 4. No alla pancetta: l’ingrediente fondamentale è il guanciale

ingredienti carbonara
Spaghetti, uova, pecorino romano, guanciale e pepe nero: gli ingredienti della carbonara

La ricetta della carbonara conta solo cinque ingredienti. Tra questi il guanciale è fondamentale.

Il guanciale è un prodotto che si ottiene appunto dalla guancia del maiale, opportunamente salata e stagionata. Se a prima vista può sembrare simile alla pancetta, in realtà presenta caratteristiche diverse sia in termini di gusto, sia di consistenza. Il guanciale, infatti, tende a rimanere morbido anche in cottura, mentre la pancetta assume una texture più croccante.

Ovviamente per una carbonara a regola d’arte è necessario che il guanciale sia di alta qualità, giustamente stagionato e con una buona percentuale di grasso (che contribuisce alla sua morbidezza). Tagliato a cubetti o striscioline, il guanciale va cotto in padella antiaderente senza l’aggiunta di grassi. L’unto che rilascerà in cottura sarà più che sufficiente per mantecare poi la salsa di uova e formaggio.

 

Marianna Notti
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