Cibo e sostenibilità: ecco perché mangiare “green” fa bene a noi e al pianeta

Francesco Garbo  | 02 Ago 2023  | Tempo di lettura: 2 minuti

Ormai è abbastanza chiaro che dalla scelta dei cibi che mangiamo dipende l’impatto ambientale sul nostro pianeta. Esistono cibi più sostenibili, altri meno. Secondo una nuova ricerca mangiare cibi più sostenibili e rispettosi del pianeta potrebbe aiutare a vivere una vita sana e più lunga. Per questo è stato studiato un punteggio che “incorpora le migliori evidenze scientifiche attuali riguardo agli effetti degli alimenti sia sulla salute che sull’ambiente” come spiega Linh Bui del Dipartimento di nutrizione Harvard TH Chan School of Public Health.

Indice dei contenuti

Lo studio

Chi segue una dieta più sostenibile dal punto di vista ambientale arriva ad avere anche il 25% di probabilità in meno di morire durante un periodo di follow-up di oltre 30 anni rispetto alle persone con una dieta meno sostenibile. Ma quindi quali sono i cibi da preferire? Cereali, verdure, noci e oli insaturi e frutta sono questi i principali cibi. Carni rosse e uova sono invece gli alimenti con un maggior impatto negativo sulla nostra salute e su quella del pianeta.

“I risultati hanno confermato la nostra ipotesi secondo cui un punteggio di ‘dieta per la salute del pianeta’ più elevato era associato a un minor rischio di mortalità. Un modello alimentare sostenibile non dovrebbe essere solo salutare, ma anche coerente per quanto riguarda le emissioni di gas serra e altri parametri ambientali”.

Per creare il loro ‘Planetary Health Diet Index’ (Phdi), i ricercatori si sono basati sulla ricerca già esistente sulle relazioni tra vari gruppi di alimenti e i risultati sulla salute basati sulla dieta di riferimento Eat-Lancet che considera gli impatti ambientali delle pratiche di produzione alimentare. La scoperta è stata quella che le persone nel quintile più alto (il primo quinto dei partecipanti) per Phdi, quindi con il punteggio più alto in fatto di dieta alleata di salute e pianeta, mostravano un rischio di morte inferiore del 25% rispetto a quelle nel quintile più basso. Punteggi Phdi più alti sono stati associati a un rischio di morte per cancro o malattie cardiovascolari inferiore del 15%, un rischio inferiore di morte per malattie neurodegenerative del 20% e un rischio inferiore di morte per malattie respiratorie del 50%.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



Articoli più letti

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur