Bagna cauda

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Ingredienti

2 hg di acciughe sotto sale;
abbondante aglio;
olio d’oliva;
burro.

Preparazione

Prendiamo le acciughe e puliamole accuratamente dal sale (attenzione: non laviamole ma usiamo un telo di cotone umido) e dopo aver tolto le lische, sminuzziamole e mettiamole in una terrina di coccio assieme ad abbondante aglio finemente tritato. Copriamo d’olio e facciamo cuocere a fiamma moderata per una trentina di minuti, mescolando di tanto in tanto, in modo che le acciughe si sciolgano. Poi aggiungiamo circa 40 gr di burro e aspettiamo che si fonda completamente. Serviamo in tavola ( per mantenere la salsa calda useremo l’apposito fornellino). Questa salsa è ottima per “intingoli” con verdure cotte e crude tagliate a tocchetti.

Bagna Càuda

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La Bagna Càuda (Salsa Calda) è un condimento tradizionale piemontese. Per la preparazione
occorrono (ingredienti per 4 persone): 40 g di burro, 250 g di olio extravergine di oliva, 200 g di
aglio, 200 g di acciughe sotto sale.

Territorio interessato alla produzione: La Bagna Càuda è un condimento tradizionale del Piemonte.

Cenni storici e curiosità
Si narra che, i vignaioli, nel tardo Medioevo, desiderassero un piatto insolito per festeggiare la spillatura del vino nuovo, che segnava la messa al sicuro del raccolto più travagliato, più faticato e più insidiato: il vino.
Pare che si volesse anche, con una certa polemica sociale, adottare e valorizzare un piatto festivo rustico e popolare, saporito e forte, da contrapporre ai consueti, magri e snervati arrostini glassati di zucchero e profumati di essenza di rose e di viole dei signori.
Fu scelto, così, di appaiare materie prime largamente diffuse e localmente disponibili: i buoni ortaggi piemontesi ed il prezioso aglio (prescritto dagli Statuti Medioevali e dai Bandi Campestri come coltura obbligatoria per ogni coltivatore proprietario), l’acciuga salata in barili, che cominciava ad arrivare capillarmente ad ogni borgo e ad ogni collina grazie agli Acciugai ambulanti occitani della Val Maira e l’olio di oliva, scarsamente prodotto in Piemonte (che pure a quel tempo prima delle grandi variazioni climatiche aveva ulivi) e, per la maggior parte, importato dalla vicina Liguria in cambio di grano, burro e formaggio.
Così, la Bagna Càuda divenne un piatto della stagione fredda anche perché la temperatura rigida se non, addirittura, il gelo, era ed è un requisito necessario alla tenerezza perfetta delle verdure da intingere, specie dei cardi.