Canasciunetti

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I Canascionetti sono tra i più diffusi e noti dolci tipici ciociari. Preparati particolarmente nel periodo natalizio, si presentano con una forma simile ai ravioli, dorati in superficie, con una massa friabile e un ripieno composto da un impasto di castagne, ceci, noci, nocciole e miele, il tutto aromatizzato con noce moscata e pepe.

 

Aree di rinvenimento del Prodotto: Supino (FR)

 

Cenni storici e curiosità
Emblema del Natale, i Canascionetti sono dolci molto semplici, realizzati con ingredienti che si trovavano facilmente in natura e risultano molto diffusi nelle case dei contadini. Si racconta come agli inizi del ‘900 fosse molto facile imbattersi, prima delle festività natalizie, in donne che giravano per il paese con i grembiuli pieni di noci e castagne per scambiarle con mandorle e nocciole o miele dei loro vicini. Secondo Gioacchino Giammaria, grande studioso e profondo conoscitore della storia ciociara, l’origine di questo dolce si deve far risalire alla tradizione araba. In un registro datato 1541, scritto da un computista del Papa e utilizzato per l’amministrazione di Supino si legge “…cinque decine di copeta la vigilia de natale et vino quanto basta: se consuma fino a XV bocali.” La Copeta, quindi, dolce natalizio fatto con frutta secca di stagione tenuta insieme dal miele, sarebbe all’origine dei Canascionetti. Questa copeta veniva offerta agli abitanti d Supino nella quantità di cinque decine, circa 16,5 kg., quantità che fa pensare ad una larga distribuzione coinvolgente molte persone. Si accompagnava col vino, distribuito “quanto basta” (cioè, in modo parsimonioso) e comunque subito dopo si dice che se ne consumano quindici bocali, poco più di 27 litri. Non si tratta di quantità elevate se consideriamo che, forse, alla distribuzione partecipava tutta la popolazione. L’aggiunta di noce moscata e pepe risale agli inizi dell’800, quando la cucina ciociara era il risultato dei continui scambi commerciali e culturali con Napoli, capitale del Regno delle Due Sicilie. Per questo, nonostante i prezzi proibitivi, nelle cucine borghesi non potevano mancare come segno di distinzione le spezie.