Castagne secche

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Caratterizzate da un aspetto tondo da un lato e piatto dall’altro, come tutte le varietà anche le Castagne secche hanno una forma che dipende oltre che da fattori genetici, dalla posizione assunta all’interno del riccio: è emisferica per i frutti laterali, appiattita per quello centrale.
Al contrario di quello che si possa immaginare, il riccio è il frutto e le castagne costituiscono il seme della pianta.

 

Area di produzione
Le Castagne secche sono prodotte in Valtellina e Val Chiavenna, in provincia di Sondrio.

 

Caratteristiche
Dette anche pane dei poveri, le Castagne secche sono senza buccia e di colore bianco o giallo dorato, ottenute con le varietà Luina, Bonella, Vescof e piccoli marroni.

 

Cenni storici e curiosità
Nel secondo dopoguerra, insieme a un’arancia, un mandarino e qualche noce, le Castagne secche facevano parte dei doni che i bambini trovavano la mattina di Natale vicino al focolare.
Ben altra funzione avevano durante l’epoca rinascimentale quando, finite le munizioni nei castelli assediati, si utilizzavano come pericolosi proiettili da lanciarsi con le fionde o le prime spingarde, ovvero antiche armi da fuoco (da posta o da cavalletto) incassate a foggia di grosso moschetto e utilizzate anche per il tiro a mitraglia. Oltre che dono per i bambini meno abbienti, e pericoloso proiettile da guerra, le Castagne sia fresche che secche hanno rappresentato una preziosa merce di scambio. Le esportazioni continuano a esser molto consistenti ancor oggi: si conta che quelle verso gli Stati Uniti siano pari a 2300 tonnellate annue. Fra gli altri mercati esteri che apprezzano il prodotto italiano vi sono quello francese, tedesco, svizzero, austriaco e canadese.

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