Che fine ha fatto Simone Rugiati? Oggi lo chef tv vive tra cucina autentica e Kenya

Fabio Belmonte  | 09 Mag 2026
Simone Rugiati

Dopo anni tra programmi di cucina e reality show, il cuoco toscano punta su territorio, natura e materie prime autentiche

Per chi ha seguito la cucina in televisione negli anni Duemila, il nome di Simone Rugiati richiama subito un modo diretto, veloce e molto riconoscibile di stare davanti alle telecamere. Oggi, però, la sua storia prende una direzione diversa e interessante: meno studio tv, più contatto con la natura, con le materie prime e con un’idea di cucina più essenziale. È da qui che parte la nuova fase dello chef toscano, tra memoria personale e progetto internazionale.

Il volto pop della cucina in tv

Simone Rugiati
Simone Rugiati ( Fonte IG @simonerugiati ) – paesidelgusto.it

Per molti anni Simone Rugiati è stato uno dei volti più noti dei programmi di cucina italiani. Tra show cooking, ospitate e format dedicati al cibo, ha costruito un’immagine fortemente legata alla televisione, diventando familiare anche a chi non seguiva abitualmente la gastronomia. Il suo stile era diverso da quello più impostato della cucina tv tradizionale: linguaggio semplice, tono informale, ritmo rapido e una presenza scenica che funzionava bene sul piccolo schermo. In quella fase intensa, fatta di registrazioni serrate, viaggi ed eventi, Rugiati è diventato a tutti gli effetti uno chef televisivo molto riconoscibile. Col tempo la sua presenza si è ridotta, ma il legame con il pubblico è rimasto forte e ancora oggi il suo nome richiama una stagione precisa della cucina italiana in tv.

Dalla cucina della nonna ai reality più seguiti

Simone Rugiati
Simone Rugiati ( Fonte IG @simonerugiati ) – paesidelgusto.it

Prima della notorietà televisiva, al centro del percorso di Rugiati c’è un rapporto con il cibo che nasce in famiglia. Lo chef ha più volte richiamato la cucina della nonna come origine emotiva del suo legame con i sapori, con i gesti quotidiani e con una cucina semplice ma capace di lasciare memoria. Dopo gli studi alberghieri e le esperienze nelle cucine professionali, anche in contesti importanti, è arrivata la svolta televisiva. A questa si sono aggiunte esperienze in reality molto popolari come L’isola dei famosi e Pechino Express. Le due partecipazioni hanno avuto un peso diverso nel suo racconto pubblico: della prima ha parlato senza particolare entusiasmo, mentre della seconda ha conservato un ricordo più autentico, legato al viaggio, all’autostop e al contatto diretto con persone e territori. Un passaggio che aiuta a capire come, dietro il personaggio televisivo, sia sempre rimasta una curiosità concreta verso il mondo reale.

Kenya, “Puro – life lab” e l’idea di metro zero

Simone Rugiati
Simone Rugiati ( Fonte IG @simonerugiati ) – paesidelgusto.it

Dopo i 40 anni, e oggi a 44, Rugiati ha scelto di rallentare e di spostare il baricentro della sua vita in Kenya, dove sta sviluppando “Puro – life lab”. Non si tratta di un ristorante classico, ma di uno spazio immerso nella vegetazione vicino al mare, pensato per unire esperienza gastronomica, benessere e rapporto con l’ambiente. Il concetto chiave è quello di metro zero, cioè un contatto immediato tra ciò che viene raccolto, pescato e cucinato. Per Rugiati il valore del cibo passa dalla vicinanza alle materie prime, dai ritmi del territorio e da sapori meno standardizzati. In Kenya, secondo il suo racconto, frutta, ortaggi e pesce conservano un’intensità che altrove si percepisce sempre meno. È in questa ricerca di autenticità che si inserisce la sua nuova idea di cucina, più concreta, più lenta e più legata alla natura.

Una svolta personale che non interrompe il rapporto con il pubblico

Simone Rugiati
Simone Rugiati ( Fonte IG @simonerugiati ) – paesidelgusto.it

Il progetto kenyota non riguarda soltanto il cibo, ma include anche una dimensione sociale e ambientale. Accanto a Puro – life lab c’è infatti la no profit S-Chef For Future ETS, con iniziative che comprendono l’installazione di un dissalatore per il villaggio vicino, il recupero dell’area e la piantumazione di mangrovie. È il segno di un cambiamento personale e professionale che arriva in una fase più matura della sua vita, dopo i quarant’anni, quando l’esigenza non è più soltanto apparire ma costruire qualcosa di radicato. Questo non significa rompere con il passato: Rugiati continua a essere percepito come uno chef televisivo e mantiene un rapporto solido con il pubblico che lo ha seguito per anni. Semplicemente, oggi quella notorietà viene riletta dentro un progetto più ampio, dove la cucina torna a dialogare con territorio, sostenibilità e responsabilità concreta.

Fabio Belmonte
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