Non è Pasqua senza colomba. Specialmente se quella originale che viene da Verona

Stefano Maria Meconi  | 24 Mar 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti

Se il panettone è di Milano e la pastiera di Napoli, la città degli innamorati – Verona – risponde con la colomba pasquale. Il dolce per definizione che, insieme alle immancabili uova di cioccolato, profuma di primavera e di una vera e propria rinascita, anche in tavola. Del resto, parliamo di un dolce squisito, con la sua copertura di zucchero e mandorle e un interno morbido e sfizioso, che negli ultimi anni si è arricchito con farciture di ogni tipo, ma che ha tenuto da sempre fede alla tradizione.

La storia della colomba pasquale

La colomba pasquale fu creata a Verona, alla fine dell’Ottocento. La sua origine risale ai pani plastici della tradizione egiziana e greca, che continuò poi con quella romana; questi pani, secondo delle fonti accreditate, avevano funzioni magiche e votive. Queste tradizioni, mutate nei significati, si mantennero col Cristianesimo ed assunsero, nelle varie regioni e province, forme e significati diversi.

Nel periodo pasquale, centro del Credo Cristiano, l’espressione della fede e l’importanza della Risurrezione si è manifestata a Verona con la realizzazione di pani dolci che, nella seconda metà dell’Ottocento, con l’introduzione del lievito di birra in sostituzione del lievito naturale ed il progresso della tecnica molitoria (1830 comparsa dei mulini a cilindri), andò sempre più raffinandosi. Andarono così creandosi delle vere e proprie attività di fine pasticceria, con i pani dolci che vennero man mano arricchiti dall’aggiunta di mandorle, nocciole e frutta candita, come la nostra Colomba Pasquale.

Oltre che espressione d’un alto livello di pasticceria artigianale, la Colomba Pasquale rappresenta un’importante specializzazione agroalimentare dell’industria veronese. Sebbene la colomba pasquale di Verona sia universalmente nota, non si tratta dell’unico esempio di dolce di questo tipo in Italia. In Sicilia, infatti, è ancora oggi possibile consumare i palummeddi (palombelle), dolci con forma e preparazioni simili.

Quello che devi sapere sul dolce tipico della Pasqua

Gli ingredienti della colomba di Pasqua

Farina, lievito madre (succo di mela, farina, acqua), tuorlo d’uova, zucchero, burro, miele, sale, vaniglia, burro di cacao, mandorle, nocciole ermelline, albume, amido di mais, frutta candita

Processo di produzione

Si impastano tutti gli ingredienti assieme per tre volte e si fa lievitare. Al termine, dopo un riposo in cella per circa 45 minuti, si esegue la pezzatura “a colomba” e dopo oltre 10-12 ore di lievitazione si glassa il tutto con mandorle, nocciole ermelline, amido e albume quindi si inforna.

Le mille varianti di un dolce divenuto “di tendenza”

Nonostante la ricetta classica della colomba pasquale sia quella appena descritta, molto classica e con pochi ingredienti della tradizione pasticcera, sempre più spesso si trovano in commercio delle colombe originali, realizzate da piccole e grandi realtà del settore e da pastry chef di chiara fama. Tra le varianti più diffuse in questi anni troviamo sicuramente quella con copertura (o ripieno) di pistacchio, ma è molto diffusa anche quella con pera e cioccolato, all’albicocca, con i frutti di bosco e con glassature varie, come quelle siciliane con ciliegie o fichi d’India.

La pezzatura classica è da 1 kg, ma in commercio ne esistono sia “monoporzioni” da 100-200 g che varianti molto grandi, fino a 2kg.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi


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