Coratella d’agnello

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Area di produzione
Diffuso in tutta la Regione Abruzzo

 

Descrizione
Piatto tradizionale del periodo pasquale in cui si avevano gli agnelli lattonzoli, cioè appena nati. La coratella è formata da molte parti interiore come il fegato, il cuore, il polmone… dell’agnello.

 

Preparazione
Gli ingredienti e le metodiche di lavorazione qui presentate sono state elaborate in occasione del progetto Arssa “Abruzzo Chef” realizzato con la Cooperativa Villa di Villa S. Maria (Ch)

Ingredienti per 6 persone
2 coratelle
2 grosse cipolle tagliate a strisce sottilissime
4 spicchi d’aglio schiacciati
4 foglie d’alloro
2 bicchieri di Trebbiano d’Abruzzo DOC
4 cucchiai di farina 00
4 uova
100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
100 gr di Pecorino Abruzzese secco grattugiato
50 gr di olio extravergine d’oliva
una spruzzata di aceto
un pizzico di pepe e sale q.b.

Elaborazione
Rosolate nell’olio extravergine d’oliva la cipolla, gli spicchi d’aglio schiacciati e l’alloro. Appena la cipolla tenderà ad imbiondire, aggiungete la coratella spolverata con la farina. Fate rosolare, sfumate quindi con il Trebbiano d’Abruzzo DOC e l’aceto. Aggiungete, se necessario, qualche cucchiaio di acqua e terminate la cottura che non deve superare i 15 minuti. A cottura ultimata aggiungete, a fuoco moderato, le uova battute con il Reggiano ed il Pecorino precedentemente incorporati. Fate rapprendere il composto senza che l’uovo si cuocia eccessivamente. Servite ben calda adagiando la coratella su delle fette di pane raffermo abbrustolite.

 

Cenni storici e curiosità
Piatto essenzialmente di origine povera in quanto, pur essendo la carne il nutrimento delle classi agiate, gli scarti degli animali come la coratella si offrivano al servitore del padrone. Sulle pendici della Maiella era questo uno dei piatti che si usavano cucinare durante tutto l’anno e specialmente appena si rientava dalle Puglie (aprile/maggio). Le pecore, come già detto in altre schede, erano la spina dorsale della economia abruzzese e chietina. Da esse si ricavava carne, lana, latte, pelli. Alcune famiglie che hanno dato poi lustro alla cultura abruzzese quali i Croce, De Thomasis, Spaventa… derivano da una borghesia armentaria che era arricchita grazie proprio alle pecore. Questa borghesia aveva poi erudito i propri discendenti mandandoli a studiare nella capitale del Regno delle Due Sicilie: Napoli.

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