Cosa mangiare il venerdì santo? Perché non si mangia la carne? | Paesi del Gusto

Cosa mangiare il venerdì santo? Perché non si mangia la carne?

Francesco Garbo  | 07 Apr 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

La tradizione cristiana prevede che il Venerdì Santo, ovvero quello che precede la Pasqua, ci si astenga dal consumo di carne. In realtà la regola vorrebbe il digiuno, consigliato non solo per il Venerdì ma anche per il Sabato Santo. Quella della settimana Santa è una delle più importanti celebrazioni pasquali insieme a quelle legate al natale. Vediamo quindi nello specifico quali sono i giorni in cui non bisognerebbe mangiare la carne e soprattutto capiamo il motivo di questo divieto.

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Da dove nasce il divieto

La pratica del digiuno e l‘astinenza in questo periodo è regolata dal canone 1251 del Codice di Diritto Canonico: “l’astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza episcopale, in tutti i singoli venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l’astinenza e il digiuno, invece, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì della Passione e Morte del Signore”. Va specificato però che digiuno non vuol dire non mangiare ma limitarsi ad un solo pasto completo al giorno, salvo casi di malattia. Le carni escluse sono sia rosse che bianche ed esclusi sono anche i cibi ricercati e costosi. Ammessi invece latticini, uova, qualsiasi condimento anche grasso animale, pesce e verdure. Ma perché il pesce è ammesso e la carne no? Dunque il pesce è per tradizione consumato il venerdì santo cosi anche come il 24 di Dicembre. Ben 7 italiani su 10 scelgono di rispettare questa tradizione culturale e religiosa. L’astinenza della carne, invece, deriva dall’Antico Testamento, il motivo per il quale la carne è vietata risale alla credenza per la quale si riteneva che il consumo di carne stimolasse passioni, questo andava in totale disaccordo con l’astinenza che doveva essere praticata in questo giorno, vista appunto come una liberazione dalle passioni.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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