
Il carciofo romanesco del Lazio IGP è una varietà della cultivar Cynara scolymus che viene coltivata in una ampia zona del Lazio centro-meridionale e che è presente in numerose cucine tipiche di zona.

La zona di produzione del carciofo romanesco riguarda i seguenti comuni delle province di Viterbo, Roma e Latina: Montalto di Castro, Canino,Tarquinia, Allumiere, Tolfa, Civitavecchia, Santa Marinella, Campagnano, Cerveteri, Ladispoli, Fiumicino, Roma, Lariano, Sezze, Priverno, Sermoneta, Pontinia.
Ortaggio appartenente alla famiglia Cynara Scolymus, derivante dalle cultivar Castellammare, Campagnano e relativi cloni.

Il carciofo romanesco del Lazio allo stato fresco, ha le seguenti caratteristiche: capolini di forma sferica, compatta, con caratteristico foro all’apice, colore da verde a violetto, brattee esterne di colore verde con sfumature violette.
Il diametro dei cimaroli non è inferiore a dieci centimetri mentre il diametro dei capolini di primo e secondo ordine non è inferiore a sette centimetri
Le radici della coltivazione del carciofo romanesco vengono fatte risalire al tempo degli Etruschi, come attestano raffigurazioni parietali rinvenute all’interno di alcune tombe della necropoli etrusca a Tarquinia.
Tuttavia, fu solo dopo la Seconda guerra mondiale che il carciofo cominciò a diffondersi con sorprendente rapidità, dispiegando pienamente le sue eccellenti proprietà organolettiche e la grande versatilità in cucina.
Prodotto IGP, Regolamento (CE) n. 2066/2002 della Commissione, del 21 novembre 2002 pubblicato sulla GUCE n. L 318 del 22/11/2002
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