Cos’è il surimi? Ecco perché sarebbe meglio evitare di comprarlo

Francesco Garbo  | 06 Apr 2023  | Tempo di lettura: 2 minuti

Il surimi, parola traducibile in italiano con pesce tritato, è anche conosciuto come polpa di granchio e spesso utilizzato per insaporire e arricchire sughi pronti di pesce congelati o altrettanto spesso inserito nelle insalate di mare. Questo tipo di preparazione è originaria del Giappone, ma in realtà di granchio non ha nulla se non l’aroma, infatti tra i principali ingredienti c’è il merluzzo. Il processo di preparazione del surimi è stato sviluppato e affinato nell’Asia orientale anche se le origini esatte non sono del tutto chiare. Il sistema di produzione industriale perfezionato nel 1969 permise l’esportazione al livello mondiale.  Per produrre il surimi la polpa del pesce viene pulita, tritata e poi pressata e arricchita con sostanze stabilizzanti per poi essere congelata.

Granchio si, ma solo l’aroma

A un palato più attento e poco distratto dalle etichette non sfugge che il sapore del surimi è abbastanza finto e artificioso. Spesso gli ingredienti di produzione del surimi sono scarti di altre lavorazioni ben mascherati da aromi e addensanti che li rendono più gustosi di come sarebbero al naturale. Il sapore di granchio è del tutto artificiale, basta leggere attentamente l’etichetta che spesso li definisce come “bastoncini al sapore di granchio“. Tra l’altro anche la percentuale di pesce, anche se scarti, è molto bassa e non supera il 30\40 %. In sostanza il surimi è molto simile al wurstel, anch’esso composto da scarti di lavorazione della carne e da molti aromi e stabilizzanti.Da non sottovalutare l’alto contenuto di sale in questo alimento che si aggira intorno a 1,53 grammi per 100 g di prodotto.

Esistono diversi tipi di surimi in commercio, quello a forma di cilindro, quello a forma di chela e quello che funge da affettato di mare. Un prodotto amato dai consumatori ma soprattutto dalle aziende che permette di utilizzare scarti di pesce che andrebbero persi tanto che il il 2% del pescato mondiale viene utilizzato per essere trasformato in surimi. Il consumo di surimi è sconveniente sia per la nostra salute che per il nostro portafoglio. Se infatti analizziamo il prezzo medio al quale viene venduto vediamo che il surimi si aggira intorno ai 13 fino ai 15 euro al kilo, prezzo al quale si può comprare pesce fresco o congelato di qualità nettamente superiore e che soprattutto sia un pesce vero e non un surrogato pieno di conservanti e prodotti nocivi per la nostra salute.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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