
Esiste un confine geografico e sensoriale, segnato dallo scorrere del fiume Tanaro, dove il paesaggio piemontese muta pelle: da una parte le Langhe, con le loro geometrie ordinate e i suoli marnosi, dall’altra il Roero, un territorio più selvaggio, caratterizzato da boschi fitti e picchi scoscesi. In questo crocevia di colline dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, la storia della famiglia Moretti affonda le radici in un tempo lontanissimo. Con documenti che attestano la proprietà di vigneti già nel 1630, Poderi Moretti rappresenta una delle memorie storiche più profonde di Monteu Roero, un borgo dove la viticoltura è sfida, custode di biodiversità e atto di resilienza.

Il borgo di Monteu Roero, cuore pulsante dell’attività della famiglia Moretti, sorge su uno dei tratti più spettacolari delle cosiddette Rocche. Si tratta di profonde voragini e canyon naturali nati da un fenomeno geologico di erosione millenaria, che hanno creato pareti verticali di sabbia e argilla. Questo scenario, quasi primordiale, non è solo un colpo d’occhio mozzafiato per il viaggiatore, ma è il segreto dell’eleganza dei vini locali.
A differenza delle vicine Langhe, il suolo del Roero è sabbioso, sciolto e ricco di fossili marini risalenti al Pliocene. Questa composizione conferisce ai vini, sia bianchi che rossi, una profumazione intensa e una sapidità minerale distintiva. Camminare lungo il Sentiero delle Rocche significa immergersi in un microclima dove la macchia mediterranea convive con la flora alpina, tra castagni secolari e querce, offrendo uno spaccato di un Piemonte autentico che ha saputo resistere all’omologazione del paesaggio. Il sovrastante Castello di Monteu Roero, con le sue mura medievali, osserva da secoli questa valle, testimoniando il passaggio di casate nobiliari e generazioni di vignaioli che, come i Moretti, hanno saputo addomesticare queste pendenze sabbiose.
Per chi desidera scoprire il territorio di Poderi Moretti, le possibilità di esplorazione sono molteplici. Oltre alla visita in cantina, che permette di toccare con mano la stratificazione storica dell’azienda, il Roero offre tesori gastronomici unici, come la pesca di Canale o il rinomato tartufo bianco d’Alba, che qui trova habitat perfetti proprio grazie alla presenza dei boschi nelle Rocche. Una visita al borgo di Vezza d’Alba permette di scoprire il Santuario della Madonna del Madonna dei Boschi, mentre i numerosi sentieri dell’Ecomuseo delle Rocche offrono percorsi per cicloturisti e amanti del trekking, collegando i piccoli comuni della zona in una rete di bellezza rurale che non smette di sorprendere per la sua silenziosa eleganza.
L’intervista a Francesco Moretti rivela una filosofia che fonde il rispetto per un’eredità quadrisecolare con una visione avanguardistica della produzione. Essere viticoltori dal 1630 non significa restare ancorati al passato, ma avere la responsabilità di preservare la terra per i secoli a venire. Per questo, la cantina ha abbracciato con convinzione protocolli di sostenibilità come “The Green Experience”, eliminando i diserbanti chimici e favorendo la biodiversità in vigna attraverso l’inerbimento e il sovescio.
L’innovazione tecnologica è entrata in azienda non per snaturare il prodotto, ma per proteggerlo. L’utilizzo di energie rinnovabili e una gestione meticolosa della temperatura in cantina permettono di ridurre l’impronta carbonica e di esaltare la pulizia aromatica dei vitigni autoctoni. La struttura di Poderi Moretti è un esempio di come l’architettura moderna possa dialogare con il paesaggio: spazi funzionali alla vinificazione che si integrano armoniosamente con le colline di Vezza d’Alba e Monteu Roero, dove i vigneti godono delle migliori esposizioni solari per garantire maturazioni ottimali.
La produzione di Poderi Moretti è un viaggio tra le due anime della regione. Da un lato il Roero Arneis DOCG, il “vitigno bianco dell’anima”, che qui trova la sua massima espressione di freschezza. Le sabbie di Monteu Roero regalano a questo vino note floreali di camomilla e ginestra, unite a una mineralità che richiama il mare antico che un tempo sommergeva queste vette. È un bianco di carattere, capace di evolvere nel tempo, raccontando la verticalità dei suoli da cui proviene.
Dall’altro lato c’è il Nebbiolo, declinato nelle diverse denominazioni che rendono celebre l’area: dal generoso Nebbiolo d’Alba al maestoso Roero DOCG, fino al Barolo prodotto nelle vigne di famiglia situate nelle Langhe. Nel Roero, il Nebbiolo acquista una trama tannica più setosa e profumi di viola e piccoli frutti rossi particolarmente fini. Degustare un Roero Riserva di Poderi Moretti significa percepire la potenza del legno ben dosato che incontra la gentilezza di un vitigno che, su questi versanti, impara a essere meno austero e più suadente, riflettendo la luce e il calore di una terra che sa essere allo stesso tempo ruvida e accogliente.
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