Differenza tra prosecco e champagne: 4 consigli per non sbagliare mai | Paesi del Gusto

Differenza tra prosecco e champagne: 4 consigli per non sbagliare mai

Francesco Garbo  | 24 Apr 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Stappare una bottiglia di prosecco o champagne è simbolo di festa, che sia una festa di compleanno o una festa in famiglia già il gesto stesso di togliere il tappo alla bottiglia e brindare insieme è un modo inequivocabile per stare insieme e celebrare un’occasione importante. Ma tra champagne e prosecco che differenza c’è? Riassumiamo in quattro punti le caratteristiche che li differenziano.

Zona di produzione

La prima differenza tra i due la fa la zona di produzione. Il Prosecco ha una zona di origine ben precisa, si trova in Italia e si estende dal Veneto al Friuli. Il prosecco è inoltre tutelato dalle denominazioni DOC e DOCG. Lo Champagne invece viene prodotto in Francia nella zona Nord del paese che comprende le città di Reims fino a Épernay.

I vitigni utilizzati

La seconda differenza, non meno importante, è quella che riguarda la scelta delle uve con le quali poi si produce il vino che diventerà Prosecco o Champagne.

Il Prosecco

Nel caso del Prosecco le uve utilizzate sono a bacca bianca e il vitigno è il Glera che, secondo le regole del disciplinare del prosecco, deve essere utilizzato almeno per l’85%, il restante 15% può essere composto da altre uve da vitigni come il Verdiso, il Pinot bianco, Pinot nero o Pinot grigio.

Lo Champagne

Per quanto riguarda lo Champagne i vitigni scelti sono tre: Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier. La scelta di quale utilizzare, solo uno, due o tutti e tre, viene presa da ogni singola cantina in base al risultato che si vuole raggiungere. Ci sono poi altri quattro vitigni utilizzati, molto meno rispetto a quelli precedentemente elecanti, sono il Pinot Gris, Pinot Blanc, Petiti Meslier e Arbanne.

Il metodo di produzione

Due metodi molti diversi quelli usati per la produzione del Prosecco e dello Champagne. Metodo Martinotti o Charmat quello che viene scelto per la produzione del Prosecco. Questo metodo è caratterizzato dalla seconda fermentazione del vino, passaggio indispensabile per ottenere le bollicine che caratterizzano questo prodotto. C’è anche un terzo metodo utilizzato, il Metodo Classico che però prevede un tempo di produzione più lungo ed è, tra le tre, la tecnica meno utilizzata. Il Prosecco in generale è un vino da bere giovane.
Per lo Champagne esiste un solo metodo di produzione conosciuto come Metodo Classico o Champenoise, questa tecnica prevede la rifermentazione del vino direttamente nella bottiglia grazie all’aggiunta di zuccheri. Un metodo molto laborioso e più difficile da realizzare che però regala vini molto più predisposti all’invecchiamento. Per legge lo Champagne può essere messo in commercio due anni dopo la vendemmia.

Caratteristiche organolettiche

Non poche le differenze organolettiche che coinvolgono l’aspetto degustativo dei due vini. Il Prosecco, in linea generale, è caratterizzato all’olfatto da note floreali, fruttate come ad esempio mela e pera. Il gusto è leggero e fresco, questo perchè il vino compie la seconda fermentazione in autoclave e passa poco tempo a contatto con i lieviti. Lo Champagne invece ha un profilo sensoriale più complesso e strutturato con aromi tostati e di crosta di pane, donati dal contatto con i lieviti e dal periodo maggiore di invecchiamento. Per quanto riguarda i profumi dipende molto dal vitigno utilizzato, complessità aromatica nel caso di Pinot Noir e Pinot Meunier, note più delicate e leggere con lo Chardonnay .

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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