Disgrazia o prelibatezza? Ecco come cucinare il granchio più chiacchierato dell'estate | Paesi del Gusto

Disgrazia o prelibatezza? Ecco come cucinare il granchio più chiacchierato dell’estate

Francesco Garbo  | 21 Ago 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Ormai tutti parlano di questo piccolo essere marino che sta devastando gli ecosistemi in Italia, il granchio blu, una specie aliena molto invasiva introdotta qui tramite le navi cargo provenienti dall‘America. Quella del granchio blu è una vera e propria invasione che sta distruggendo i nostri mari in quanto non ha predatori qui ed è una specie che si riproduce molto velocemente.

Da dove viene il granchio blu?

Callinectes sapidus è il nome scientifico di questo granchio che è originario delle coste atlantiche del continente americano e della Nuova Scozia. La temperatura ideale a cui vive e si riproduce va dai 3 ai 35 gradi e non per forza necessita di acqua salata, vive bene anche in acqua dolce, fiumi e acqua salmastra. Il grande problema è che mangia qualsiasi cosa, dalle cozze alle vongole fino a crostacei a uova e avannotti appena nati creando così un danno enorme all’intero ecosistema anche perché qui in Italia non ha predatori. Scenario del tutto diverso nel suo habitat originario dove ricopre un ruolo molto importante, qui è cibo per anguille, squali e persici che tengono così a bada il numero delle specie presenti.

Secondo i dati attuali il danno economico apportato al settore ittico sarebbe di 100 milioni di euro. Questo tipo di granchio è particolarmente ghiotto di vongole e ne sta facendo scorpacciata negli allevamenti. Non è la prima volta che l’uomo porta una specie in un ecosistema diverso da quello dove vive creando danni ingenti visto che ogni specie è perfettamente inserita nel suo contesto naturale e non lo è affatto in un contesto estraneo dove spinge sulla soglia dell’estinzione le altre specie autoctone.

Ma come risolvere quindi il problema del granchio blu?

Il governo dalla sua ha stanziato 2,9 milioni di euro per aiutare le cooperative di pesca a tenere sotto controllo il numero dei granchi e aprendo, in modo straordinario, una stagione di pesca di questo granchio che stando alle notizie è fruttata 326 tonnellate solo in Veneto. Ulteriore soluzione per arginare l’avanzata di questo pericoloso granchio è quella di mangiarlo, visto che la sua carne è molto simile a quella dell’astice ma molto meno costosa. Ce lo conferma anche il noto chef televisivo Alessandro Ciricello: “Bisogna evitare che venga distrutta la biodiversità, altre forme di vita, e che con le loro chele i granchi continuino a spezzare le reti dei pescatori. Ma soprattutto serve che il crostaceo, di cui tanto si parla in questi giorni, possa essere opzionato dai buyer per distribuirlo, per esempio, nella grande rete dei supermercati. Se oggi un cittadino qualunque decide di acquistare i granchi blu li trova difficilmente su piazza come invece accade per il salmone, le orate, le spigole che arrivano in Italia rispettivamente dalla Norvegia, dalla Tunisia, dalla Grecia. A mio avviso, e il governo lo sta facendo, bisognerebbe sensibilizzare maggiormente i cittadini all’acquisto di questi crostacei. Con il granchio blu – conclude lo chef con alcuni consigli per gustare il granchio al meglio- si possono preparare gustose ricette. È perfetto per i primi, i brodi, le insalate. Come l’astice o le aragoste, ma sicuramente meno costoso, ha un gusto forte, pieno e un sapore sopraffino”.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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