È l’unica frutta finta d’Italia, e nacque in un convento siciliano grazie ad una suora che voleva a tutti i costi stupire il re

Marianna Di Pilla  | 02 Giu 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti
Martorana a Palermo

La pasta reale è un prodotto tipico siciliano così chiamata perché elaborata nelle più prestigiose cucine dei palazzi reali del Regno di Sicilia. Non era un dolce “riconosciuto” dal re, ma il nome reale deriverebbe dalla sua bontà, degna proprio dei reali.
Continua a leggere per sapere tutta la storia della pasta reale e del suo utilizzo nella preparazione della celebre frutta martorana siciliana.

Cos’è la pasta reale della frutta martorana

Frutta martorana di pasta reale
Frutta martorana di pasta reale
La pasta reale è una pasta dolce a base di mandorle, molto diffusa nella zona di Palermo e Trapani, in particolare a Erice e dintorni.
La diffusione di questo prodotto non è limitata alla Sicilia: riguarda anche la Calabria, la Sardegna e la zona del Salento in Puglia. Questo perché le mandorle sono un prodotto molto diffuso nell’Italia meridionale.
In Sicilia le mandorle migliori provengono da Avola, un comune del siracusano famoso anche per il vino Nero d’Avola.
Oggigiorno l’utilizzo della pasta reale è legato soprattutto alla realizzazione dei dolci. Tra questi cassata, cassatelle, cassatine e rollò. Immancabile l’utilizzo della pasta reale nella preparazione della tradizionale frutta martorana, ovvero quei dolci di pasta di mandorle con forme che richiamano la frutta fresca.

Storie e leggende della frutta martorana

Martorana a Palermo
Martorana a Palermo
La loro origine è affascinante quanto la loro apparenza, legata strettamente a un convento nel cuore di Palermo e a una storia che mescola devozione, creatività e un tocco di regalità.
La frutta martorana si chiama così dal nome del Monastero della Martorana di Palermo le cui suore furono le prime produttrici. Nelle cucine dei conventi la lavorazione della pasta reale per fare frutta martorana faceva parte dell’attività pasticciera dei frati e delle suore che vivevano all’interno dei tanti monasteri presenti e attivi all’epoca sul territorio.
Il dolce prende infatti il nome proprio dal Convento della Martorana annesso alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio a Palermo. La frutta Martorana è nata proprio tra queste sacre mura, grazie all’ingegnosità di una suora che cercava di abbellire il giardino del convento in occasione di una visita improvvisa del re di Sicilia.
Trovandosi in autunno, il giardino non era nel suo massimo splendore. Per rimediare, la suora ebbe l’idea di creare frutti finti da appendere agli alberi. Utilizzò pasta di mandorle e miele, che poi colorò e modellò a forma di vari frutti. Quando il re arrivò e ammirò queste creazioni, rimase così stupito dalla loro bellezza e dall’ingegno delle suore che disse che erano degne di un re.
Anche se il convento della Martorana oggi non esiste più come tale, trasformato in parte in un dipartimento universitario, l’eredità delle suore continua a vivere attraverso questa tradizione dolciaria. I pasticcieri di Palermo mantengono viva questa arte, combinando tecniche tradizionali con innovazioni moderne per continuare a deliziare sia i locali che i visitatori da tutto il mondo.

Frutta martorana, ingredienti e simbolismo

Frutta martorana di pasta reale
Frutta martorana di pasta reale
La frutta Martorana, o frutta di pasta reale, è uno dei dolci più iconici della tradizione siciliana, noto per la sua incredibile somiglianza con la vera frutta. Questi dolci artistici sono realizzati interamente a mano e somigliano incredibilmente agli oggetti che riproducono.
La frutta Martorana è realizzata con una miscela di farina di mandorle e zucchero, talvolta arricchita con miele. Dopo aver impastato gli ingredienti, il composto viene modellato in forme diverse, principalmente frutti, e successivamente dipinto a mano per ottenere un aspetto il più realistico possibile.
Oltre ad essere un dolce delizioso, la frutta martorana ha anche un profondo significato religioso e culturale. Originariamente, questi dolci venivano preparati per la festa di Ognissanti e per il Giorno dei Morti, simboleggiando i frutti del Paradiso e l’abbondanza della vita eterna. Nel tempo la loro preparazione è diventata un’arte riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano (PAT). Oggi la frutta Martorana è infatti anche un souvenir diffuso e molto popolare tra i turisti che visitano la Sicilia.

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


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