Ecco cosa succederà ai prodotti DOP e IGP entro il 2030

Marianna Di Pilla  | 22 Giu 2024
lavorazione del Parmigiano Reggiano

I prodotti DOP e IGP sono certificazioni di qualità che garantiscono l’origine, la qualità e le caratteristiche specifiche di determinati prodotti alimentari. Queste certificazioni sono particolarmente importanti nel contesto europeo, dove esistono rigorosi regolamenti per proteggere e promuovere i prodotti tipici e tradizionali.

Leggi anche il nostro approfondimento dedicato a DOP, IGP e SPG.

Ecco una panoramica dettagliata di ciascuna certificazione.

Denominazione di Origine Protetta (DOP)


Parmigiano Reggiano

La Denominazione di Origine Protetta (DOP) è una certificazione che identifica prodotti agricoli e alimentari le cui caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti. Questo territorio include fattori naturali (clima, caratteristiche geografiche) e fattori umani (tecniche di produzione tradizionali). La DOP garantisce che tutte le fasi della produzione, trasformazione e elaborazione avvengano in una specifica area geografica.

Esempi di prodotti DOP:

  • Parmigiano Reggiano
  • Prosciutto di Parma

Indicazione Geografica Protetta (IGP)


L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) è una certificazione che protegge i nomi dei prodotti agricoli e alimentari che hanno una qualità, una reputazione o altre caratteristiche specifiche attribuibili alla loro origine geografica. A differenza della DOP, per la IGP è sufficiente che almeno una delle fasi di produzione, trasformazione o elaborazione avvenga in una specifica area geografica.

Esempi di prodotti IGP:

  • Lenticchie di Castelluccio di Norcia
  • Bresaola della Valtellina
  • Aceto Balsamico di Modena

Differenze tra DOP e IGP

Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP
La principale differenza tra DOP e IGP risiede nel legame con il territorio.

Per i prodotti DOP, tutte le fasi di produzione devono avvenire in un’area geografica specifica, mentre per i prodotti IGP è sufficiente che solo una fase della produzione, trasformazione o elaborazione avvenga nella zona delimitata.

Cosa succede nel 2030

Conoscere e riconoscere le certificazioni DOP, DOC e IGP è essenziale per chiunque voglia fare scelte alimentari consapevoli e sostenibili. Queste denominazioni non solo garantiscono la qualità e l’autenticità dei prodotti, ma contribuiscono anche a preservare il patrimonio culturale e gastronomico delle regioni di origine.

Entro il 2030, tutti i Consorzi di tutela delle Indicazioni Geografiche (IG) italiane punteranno a raggiungere una completa sostenibilità. L’obiettivo è stato annunciato in seguito all’adesione di Origin Italia alla strategia di sostenibilità promossa dalla FAO. Questa decisione è stata ratificata durante l’Assemblea dei soci di Origin Italia, tenutasi il 31 maggio a Villasimius, Cagliari.

I Consorzi di tutela, che rappresentano un settore del valore di circa 8 miliardi di euro e coinvolgono 80 mila imprese, si impegnano così in un percorso virtuoso di rispetto ambientale e sociale, conforme agli obiettivi globali di sostenibilità.

La transizione verso un modello di sostenibilità certificabile che non solo rafforza il legame con il territorio e protegge le culture locali, ma contribuisce anche significativamente all’economia delle aree più marginali.

 

Marianna Di Pilla
Marianna Di Pilla


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