Ecco perchè prima di un matrimonio in Abruzzo si preparano 60 kg di ceci

Maddalena  | 07 Mag 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti
ph. @MikeDotta - Shutterstock.com/Solo uso editoriale

In Abruzzo, persiste ancora oggi un’antica e affascinante tradizione nuziale: i “ceci delle spose”. Solitamente siamo abituati ad associare il riso al matrimonio, lanciandolo agli sposi all’uscita della chiesa come simbolo di fertilità e prosperità. In Abruzzo invece, questo rito prevede di preparare, in onore degli sposi, ben 60 kg di ceci. Questa curiosa usanza, molto sentita ancora oggi, viene celebrata ogni anno il 12 agosto nel centro storico di Pescasseroli, con un festival dedicato. Ma perchè proprio i ceci? scopriamolo insieme.

Origini e storia

Ceci
Ceci

Il rito dei ceci delle spose ha origini antichissime e viene tramandato di generazione in generazione sin dall’Alto medioevo. La nascita di questo rito è legata alla transumanza, che vedeva i pastori abruzzesi spostarsi annualmente verso la Puglia e viceversa, in un mescolio di influenze e tradizioni. Secondo alcuni, questa usanza nasce proprio in terra pugliese, per poi essere adottata in Abruzzo, dove ha trovato terreno fertile per crescere ed evolversi nel tempo.

La tradizione dei ceci delle spose


Ceci da cuocere

L’usanza dei ceci delle spose in Abruzzo, prevede una pratica insolita quanto affascinante: la cottura di 60 kg di ceci, divisi equamente tra la sposa e lo sposo. I ceci, mischiati ai confetti, sono distribuiti a tutti gli invitati nel giorno delle nozze. Al centro di questa usanza però, non c’è solo la cottura dei ceci ma soprattutto la preparazione che inizia ben due mesi prima delle nozze.I futuri sposi si recano al Parco Nazionale d’Abruzzo, dove raccolgono sabbia bianca da utilizzare poi nella cottura. Ancora una volta, emerge in queste antiche usanze lo strettissimo legame con il territorio, con la sua storia e la sua spiritualità.

Legame che emerge chiaramente anche nella cottura dei ceci, che avviene con bucce d’arancia e foglie di alloro, ingredienti che aggiungono un’ulteriore valenza storica e strettamente locale al rito. I compiti sono precisi e ben divisi tra uomini e donne: gli uomini devono organizzare tutto e assicurarsi che ci sia tutto l’occorrente per cucinare, alle donne spetta invece il compito di pulire e cucinare i ceci. Alla preparazione sono addette le donne anziane della famiglia, le nonne, le bisnonne e tutte le donne del paese. Custodi e depositarie di questa tradizione e soprattutto dell’antica ricetta. Durante la preparazione la cucina si trasforma in un’occasione di convivialità e condivisione, si intonano canti e poesie che accompagnano la cottura dei ceci, come augurio di felicità e fertilità agli sposi novelli.

Un contesto ricco di significati


Ceci tostati

Tornando alla nostra domanda iniziale: perché proprio i ceci? bene, sappiate che non sono scelti a caso. Nella cultura abruzzese, sono storicamente legati alla sopravvivenza e alla prosperità delle comunità locali, rappresentando da secoli una fonte di nutrimento essenziale. Inoltre, l’abbinamento dei ceci ai confetti durante il matrimonio, è simbolo di dolcezza e robustezza, ingredienti essenziali per un matrimonio duraturo nel tempo. Anche il numero stesso di 60 kg è significativo e non lasciato al caso, riflettendo l’idea di abbondanza e generosità che ci si augura accompagnerà gli sposi nella loro vita coniugale.

Il rito dei ceci delle spose quindi va ben al di là di una semplice tradizione culinaria, è un momento di condivisione culturale che coinvolge tutta la comunità e che prepara e accompagna la coppia verso il loro futuro insieme. Se il 12 agosto vi trovate a passare vicino Pescasseroli, ricordate di non mancare a questo evento straordinario, per celebrare insieme il cibo come veicolo di cultura e amore.

[foto copertina @MikeDotta – Shutterstock.com/Solo uso editoriale]

Maddalena
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