Fico secco mandorlato (di San Michele Salentino)

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Descrizione del prodotto
Il Fico Secco Mandorlato è una versione modificata e “arricchita” del Fico Secco già in uso come cibo di riserva dalle legioni romane e successivamente come dolce “povero” in molte famiglie pugliesi. L’idea di rendere più gustoso il fico secco si è divulgata a San Michele Salentino nel primo dopoguerra (1946/1947) vista anche l’abbondanza di mandorle. Il prodotto è costituito da due fila di fichi secchi “accoppiati” con all’interno una mandorla e spezie naturali.

 

Territorio di produzione: San Michele San Michele Salentino/contrade fra San Michele Salentino e Latiano e San Michele Salentino e San Vito dei Normanni.

 

Cenni storici e curiosità
Documento dattiloscritto originale, datato 1953, contenente un breve racconto dal titolo Solitudine a San Michele Salentino, scritto dal prof. Vincenzo Palmisano e inviato dallo stesso alla redazione del “Corriere del Giorno” di Taranto. Il racconto, incentrato sulle tradizioni contadine di San Michele Salentino, descrive sinteticamente l’abitudine dei contadini del posto nel preparare i Fichi Mandorlati che dovevano essere successivamente consumati per i giorni di festa. Il Prof. Vincenzo Palmisano, storico, studioso e scrittore di San Michele Salentino (attualmente residente a Ostuni), ha collaborato, tra gli altri, con il glottologo tedesco Gerhard Rohlfs alla realizzazione de Il Dizionario Storico Dei Soprannomi Salentini.