Fiera di Farfa 2026: due giorni dedicati al gusto e alle eccellenze del territorio

Fabio Belmonte  | 09 Apr 2026
Fiera di Farfa

A Fara in Sabina torna la Fiera con prodotti tipici, degustazioni ed eventi: due giorni tra cucina locale e tradizioni della Sabina

Ci sono eventi che aiutano davvero a capire un luogo, e la Fiera di Farfa – XXIV edizione rientra in questa categoria. Il 25 e 26 aprile 2026, nel borgo di Farfa, nella Sabina laziale vicino a Rieti, tornano due giornate pensate per raccontare il territorio attraverso sapori, incontri e momenti culturali. Non solo una festa di paese, ma un appuntamento che mette al centro il rapporto tra comunità, prodotti locali e paesaggio.

Un evento che racconta la Sabina attraverso il cibo

Fara in Sabina
Un evento che racconta la Sabina attraverso il cibo – paesidelgusto.it

La manifestazione nasce con un taglio chiaro: far emergere la centralità del cibo e dei prodotti tipici locali come chiave di lettura del territorio. Per due giorni il centro storico diventa uno spazio vivo, attraversato da stand, assaggi e occasioni di incontro in cui il visitatore entra in contatto con una realtà agricola concreta. La Fiera di Farfa – XXIV edizione non propone un racconto astratto della Sabina, ma un’esperienza diretta fatta di profumi, materie prime e persone. In questo contesto, il borgo acquista un ruolo importante: vicoli, piazze e affacci sul paesaggio diventano parte integrante dell’evento e restituiscono il valore identitario del borgo e del paesaggio, elemento decisivo per capire perché questa fiera resti uno degli appuntamenti più rappresentativi dell’area.

Prodotti tipici, olio DOP e tradizione gastronomica contadina

olio extravergine di oliva sabino DOP
Prodotti tipici, olio DOP e tradizione gastronomica contadina – paesidelgusto.it

Il cuore dell’evento è la cucina della Sabina, legata a stagionalità, semplicità e lavoro agricolo. Tra i protagonisti spicca l’olio extravergine di oliva sabino DOP, simbolo riconoscibile delle colline intorno a Farfa e prodotto che da solo racconta una parte essenziale dell’economia locale. Accanto all’olio trovano spazio formaggi, salumi artigianali, verdure e ricette che appartengono alla tradizione gastronomica contadina e alla cucina locale. Il taglio della fiera resta concreto: non solo esposizione, ma degustazioni, confronto diretto e dialogo con chi produce. Gli incontri con i produttori aiutano a leggere meglio filiere, tecniche e storie familiari che stanno dietro ai sapori del territorio. È proprio questo scambio, semplice ma immediato, a rendere la visita interessante anche per chi cerca un’esperienza gastronomica autentica e non costruita.

Il programma del 25 aprile tra laboratori, musica e attività per famiglie

Tra i programmi delle due giornate, il 25 aprile 2026 si distingue per un ritmo diffuso nel borgo, tra iniziative culturali e attività pratiche. La mattina si apre con una passeggiata nell’arte e con momenti dedicati alla storia locale, tra cui la rievocazione medievale. Nel corso della giornata trovano spazio laboratori di pasta fatta a mano, molto coerenti con il tema della manifestazione perché mostrano tecniche ancora presenti nelle case e nelle cucine del territorio. Il pomeriggio si anima con la musica della Street Band Smilf, mentre non manca la presenza di musica, folklore e attività per bambini grazie agli appuntamenti pensati per le famiglie, come l’animazione dedicata ai più piccoli. A completare il quadro c’è anche il laboratorio tessile, che allarga il racconto della fiera alle tradizioni artigiane locali.

Il 26 aprile tra convegno, food truck e folklore locale

Abbazia di Farfa
Abbazia di Farfa – paesidelgusto.it

Il 26 aprile 2026 la manifestazione prosegue con un’impostazione simile, ma aggiunge un focus più esplicito sul rapporto tra produzione e futuro del territorio. Il momento centrale è il convegno su agricoltura, innovazione e territorio, intitolato Coltivare il futuro: agricoltura, innovazione, territorio, in programma alla Sala Shuster dell’Abbazia di Farfa. Intorno a questo appuntamento continuano degustazioni, stand, laboratori e incontri con i produttori, insieme alle attività per bambini e agli spettacoli del Gruppo Folkloristico Città di Cures. Per tutta la durata dell’evento resta attiva anche l’area food truck, pensata per una proposta immediata ma coerente con i sapori locali. Nel complesso, la fiera conferma la sua natura: un evento gastronomico e culturale che, senza forzature, restituisce l’immagine di una Sabina ancora fortemente legata alle proprie radici.

Fabio Belmonte
Fabio Belmonte


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