Frittata pasqualina

PaesidelGusto  | 06 Mar 2019

La frittata pasqualina è un è piatto tradizionale e prodotto tipico della Calabria. Sebbene il suo areale storico di diffusione sia quello della provincia di Reggio Calabria, è preparata anche nel cosentino.

Non si tratta di una “semplice” frittata, poiché al suo interno vi è un ricchissimo ripieno fatto con formaggi e salumi locali. Tra questi vi sono anche i curcuci, ovvero quello che rimane, a fondo pentola, della cottura delle frittole.

Nella caddara (calderone) si lasciano cuocere le interiora e le cotenne del maiale. Quello che vi rimane dopo la cottura, piccoli pezzi molto cotti, sono appunto proprio i curcuci. Questi, all’interno della frittata, arricchiscono ulteriormente il sapore, già di per sé molto deciso.

La frittata pasqualina non è né una frittata, né una torta, ma un risultato “a metà” che prende il meglio dei due mondi. Un piatto ricchissimo, di ingredienti e tradizioni, come nella migliore cucina calabra.

1 Scheda prodotto

  • Territorio interessato alla produzione: provincia di Reggio Calabria (in particolare il comune di Bovi) e provincia di Cosenza

1.1 Descrizione prodotto. Frittata pasqualina salata calabra

  • Ingredienti utilizzati: Ricotta, salsiccia, uova, formaggio pecorino, curcuci o frittole conservati nello strutto, prezzemolo sale ed aglio
  • Forma: Rotonda
  • Dimensioni medie: Varie
  • Peso medio: Varie
  • Sapore: Pieno e gustoso
  • Odore: Intenso

1.2 Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura

  • Lavorazione del prodotto: Esclusivamente manuale
  • Tecniche di lavorazione: Sbattere le uova, aggiungere la ricotta, la salsiccia, il formaggio pecorino, le curcuci. Imbiondire in una padella l’aglio tritato nell’olio caldo e versare il composto. A fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato e servire la frittata pasqualina calda
  • Periodo di lavorazione: Tutto l’anno.
  • Materiale, attrezzature e locali utilizzati: Si prepara generalmente in casa, nelle cucine private delle abitazioni. Non richiede una manualità eccessiva o strumenti particolari. Si cuoce in padelle abbastanza ampie e dai bordi medio-alti.
  • Elementi che comprovano la tradizionalità: Pietanza legata alla festività pasquale. Secondo la tradizione popolare consolidata andrebbe mangiata in occasione della colazione di Pasqua

Fonte: Regione Calabria. I prodotti tradizionali della Regione Calabria – Assagricalabria.it 2005

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