Frizzanti e deliziosi, ma cosa cambia tra Prosecco e Franciacorta?

Francesco Garbo  | 27 Giu 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Prosecco e Franciacorta apparentemente possono sembrare sinonimi ma non è così. Ci sono differenze ben precise tra i due. Per Prosecco si intende uno spumante fruttato mentre per Franciacoerta si intende una bollicina prodotta grazie al metodo classico con una struttura complessa di gusto e di profumi. Ma vediamo nel dettaglio le differenze in maniera approfondita.

Zona di produzione

Tra i due cambia anche l‘area di produzione, il Prosecco ha un’area molto vasta che proviene da 4 province in Friuli Venezia Giulia e 5 in Veneto con ben 35000 ettari vitati e 500 milioni di bottiglie prodotte di cui il 75% vendute all’estero. Per quanto riguarda il territorio di produzione del Franciacorta, che ha lo stesso nome ed è situato tra Bergamo e Brescia si contano 19 comuni e 3000 ettari vitati e più di 17 milioni di bottiglie vendute di cui il 10% destinato al mercato internazionale.

Uve utilizzate e procedimenti diversi

Ulteriore differenza sta nelle uve usate. Se per il Prosecco il vitigno di riferimento è il Glera con una percentuale dell’85% ( il rimanente 15% è costituito da Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Nero) per il Franciacorta DOCG si possono usare solo uve Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Una volta analizzati i vini, passiamo alla seconda differenza: come il vino fermo diventa spumante. Per la resa della spima del prosecco si usa il metodo Martinotti, anche detto Charmat, ovvero il vino, insieme a lieviti e zuccheri è posto all’interno di autoclavi con una temperatura controllata e capaci di trattenere la pressione. Questo rende possibile la trasformazione del vino in Prosecco con una successiva fase di maturazione sui lieviti per qualche mese che si conclude poi con filtrazione e imbottigliamento isobarico.

Non è così facile per il Franciacorta che diventa tale dopo un processo molto più lungo e laborioso. Le basi delle singole vendemmie subiscono un processo di maturazione in acciaio e in piccole botti di legno di rovere. Dopo di che si creano le cuvée mediante l’assemblaggio di vari vini e si aggiungono poi zuccheri e lieviti direttamente in bottiglia dove inizia la rifermentazione, in bottiglia appunto, che dura dai 40 ai 60 giorni ed è proprio in questa fase che si sviluppano le bollicine fini tipiche del Franciacorta.

Per concludere un’ultima differenza dal punto di vista visivo e gustativo. Il prosecco è fresco, aromatico e fruttato ma non eccessivamente strutturato e con una bollicina evanescente. Il Franciacorta invece ha profumi molto più complessi, per la sua rifermnentazione in bottiglia, con accenni minerali e floreali. Anche il colore è molto più carico e le bollicine sono molto fini e prolungate.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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