La gastronomia sostenibile di Valencia: un’esperienza virtuosa dall’orto al piatto

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Valencia non è solamente una città d’arte ricca di storia, caratterizzata da una forte identità culturale. Oggi la località costiera spagnola desta sempre più interesse tra i turisti alla ricerca di una destinazione sostenibile, magari appassionati di tour enogastronomici alla ricerca di una paella realizzata con prodotti locali e coltivati nel rispetto dell’ambiente. Infatti, è stata eletta la città più sana al mondo in cui vivere non solo per il clima, per il poco inquinamento e per lo stile di vita: anche la gastronomia e la genuinità degli ingredienti le hanno assicurato il podio. D’altronde sono poche le città che possono vantare ampie coltivazioni periurbane, in grado di assicurare prodotti sani e locali al 100%. Tra la huerta e la ecotira, Valencia negli ultimi anni si è trasformata in un modello di sostenibilità alimentare urbana di eccellenza e oggi esplorare il paesaggio intorno alla città spagnola non è più solamente un’esperienza paesaggistica, ma anche un viaggio dei sensi che unisce l’eredità della dominazione araba al futuro più sostenibile.

La Huerta di Valencia modello di sostenibilità alimentare

Mercado Nani Arenas

Come funziona l’innovativo sistema virtuoso che coinvolge campagna e città, produttore e consumatore, pubblico e privato per un progetto di sostenibilità ambientale, alimentare, economica e sociale? La huerta è un’ampissima zona di coltivazione che si estende da Valencia fino al Parco Naturale dell’Albufera. Qui si coltivano ortaggi, frutta e verdura, ma anche e soprattutto l’ingrediente principe della cucina valenciana: il riso per la paella. A pochi minuti dalla frenesia della città, si trova un paesaggio colorato e rigoglioso: per circa 120 kmq si estendono rigogliose coltivazioni di frutta e verdura, ma soprattutto infinite risaie dalle quali fanno capolino le tradizionali barracas e le alquerías dei contadini. Ad alimentare questo incredibile “eden sostenibile” c’è un antico sistema di irrigazione, lasciato in eredità dagli Arabi.

Il sistema virtuoso di irrigazione, coltivazione, produzione e consumo delle materie prime che coinvolge l’intero territorio, dai produttori agli imprenditori fino ai consumatori locali, è così speciale ed efficace da essere valso a Valencia il titolo di SIPAM (Sistemi ingegnosi del patrimonio agricolo mondiale) da parte della FAO. L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha conferito questo riconoscimento solamente ad altri sei sistemi in Europa. Valencia si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento poiché l’orto valenciano stabilisce un importante vincolo tra lo spazio rurale e quello urbano. Inoltre, l’UNESCO ha dichiarato Patrimonio Immateriale dell’Umanità il Tribunale delle Acque, il tribunale più antico d’Europa incaricato di risolvere i problemi legati alle acque della città e delle campagne.

Per portare i prodotti dal campo al consumatore, i gestori di ristoranti, mercati, negozi di alimentari e bar hanno la possibilità di acquistare frutta e verdura a Mercavalencia, il mercato rivolto ai professionisti che ospita anche l’ecotira e la Tira de comptar, dedicati a piccoli produttori che vendono rispettivamente i loro prodotti locali e prodotti biologici. D’altronde se gli ingredienti sono freschi e genuini, le ricette non potranno che essere eccezionali!

L’impegno pionieristico della città per un modello urbano e territoriale sostenibile ha ottenuto la nomina di Capitale Verde Europea 2024. A rendere il tutto ancor più dolce, recentemente è stata installata una ventina di alveari in cima ad alcuni edifici pubblici, con lo scopo di pollinizzare e incentivare la biodiversità dei parchi urbani.

Turismo enogastronomico sostenibile a Valencia

Paella

Insomma, la Huerta di Valencia non è semplicemente un sistema territoriale di produzione, ma anche un’interessante attrazione per conoscere meglio l’essenza di questo angolo della Spagna. Come già accennato, il sistema di irrigazione ancora sfruttato fu importato qui dagli Arabi nel Medioevo e dunque visitare la Huerta vuol dire vivere una particolare esperienza senza tempo: tra il passato più remoto e il futuro più sostenibile. Arrivare nell’orto di Valencia è semplice (ed eco-friendly): la rete metropolitana e una rete ciclabile arrivano proprio qui lungo un percorso tra mare e campagna. Una volta arrivati, il modo migliore per apprezzare la Huerta è passeggiando tra i campi che si estendono dai campi di zigolo (chufa) in riva al mare alle risaie di La Albufera, che si possono ammirare con le migliori viste panoramiche dal belvedere di Muntanyeta dels Sants. Non è raro fare incontri con cormorani, aironi o martin pescatori.

Dopo aver ammirato le coltivazioni di riso, è possibile imparare a fare una tradizionale paella valenciana, grazie ad esempio alle esperienze di Descubre la Huerta. Invece per conoscere meglio lo zigolo dolce, coltivazione tipica di questi luoghi, è possibile visitare il museo dell’Horchata e della Chufa. Ma per i più curiosi, l’azienda Horta Viva offre itinerari tra i campi con una dimostrazione di come si realizza la deliziosa horchata valenciana. Finiti i tour enogastronomici, tra le costruzioni tipiche è possibile gustare una paella tradizionale o altre ricette con ingredienti a km 0.

Anche in città potrete rincontrare gli intensi sapori dell’Horta. In particolare, nel Mercato Centrale di Valencia, il più grande mercato alimentare d’Europa, è possibile perdersi tra i colori, gli aromi e i sapori delle ricette valenciane. Tra gli oltre trecento stand, è possibile acquistare frutta, verdura, carne, pesce, salumi e prodotti sottaceti davvero irresistibili. Ma anche il modo di degustare i genuini ingredienti è del tutto originale: basta comprare gli ingredienti alle bancarelle, portarli in uno dei ristoranti all’interno del mercato e poi attendere la magia realizzata dalle sapienti mani degli chef. E se siete certi che avrete nostalgia di tanta meraviglia, niente paura: è possibile acquistare i prodotti del Mercato Centrale di Valencia in pochi clic e riceverli a casa… in tutta Europa.

Dall’orto alla tavola: la gastronomia di Valencia tra le migliori al mondo

Paella valenciana

Il Parco Naturale dell’Albufera si trova a mezz’ora da Valencia e ospita il lago d’acqua dolce più vasto della Spagna, tra le cui immense risaie vide la luce la vera paella valenciana. El Palmar è il classico villaggio di pescatori e risicoltori dove gustare questo piatto amato in tutto il mondo. Vi suggeriamo anche di provare l’All i pebre, un piatto tipico preparato con anguille ovviamente del lago.

Anche in città la qualità della gastronomia assicura gli stessi standard. Se parliamo di salute, infatti, la cucina valenciana sa davvero come prendersene cura. Se la Huerta assicura ai cittadini l’eccellenza degli ingredienti, il porto sul Mediterraneo è garanzia di pesce freschissimo. In aggiunta a tanta qualità, è arrivato a Valencia anche il riconoscimento della grande creatività in cucina: la stella verde Michelin a Ricard Camarena: uno degli chef locali più rinomati che nella sua cucina rispetta il territorio e promuove la sostenibilità. Come coronamento del suo impegno per la gastronomia, Valencia nel 2023 ospiterà la premiazione di The World’s 50 Best Restaurants.

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