
Patrimonio immateriale dell’Umanità e simbolo dell’identità nazionale, la cucina italiana è ormai da tempo al centro di numerosi progetti istituzionali che si occupano di valorizzare una delle principali eccellenze italiane. Perché è difficile parlare di Italia senza citarne i suoi piatti simbolo: dalla pizza alla pasta, dal pomodoro del Piennolo alla fontina DOP valdostana, ognun prodotto, preparazione, vigneto o cultivar è un angolo del Bel Paese che parla di ciò che siamo. Ed è proprio con questo obiettivo di valorizzazione che è nato il Geoportale della Cultura Alimentare, un progetto voluto dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ente pubblico dipendente dal Ministero della cultura – Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio) per raccogliere contenuti multimediali sul mondo alimentare, in un incontro culturale, antropologico e digitale.
L’Istituto, guidato dal professore Leandro Ventura e che ha come obiettivo di valorizzare e promuovere i beni costituenti il patrimonio immateriale ed etnoantropologico italiano, ha così messo a disposizione nel 2015 un ulteriore progetto, gratuito e liberamente accessibile dal grande pubblico, che vuole “trasformare un patrimonio culturale frammentato, localizzato e poco conosciuto in un sapere condiviso, basato su dati facilmente accessibili e comprensibili“.
Per raccontarci il valore del GeCA, noi di Paesi del Gusto abbiamo incontrato il direttore Leandro Ventura e la vicedirettrice Stefania Baldinotti, a cui abbiamo chiesto maggiori informazioni sul ruolo dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale nella valorizzazione della cultura enogastronomica dell’Italia.
L’ICPI, sia con il Geoportale della Cultura Alimentare, che nell’ambito di altri progetti di ricerca, documenta spesso delle tradizioni enogastronomiche, che di frequente sono uniche per vari motivi. Le informazioni raccolte si basano in questi casi sulla documentazione fotografica o audiovisiva, in cui si cerca di definire e raccontare i legami storico-culturali del prodotto o del piatto con la comunità o con il territorio, sottolineando quelli che sono gli elementi di interesse antropologico basati, per esempio, sull’applicazione di saperi tradizionali o di forme di valorizzazione della biodiversità dei territori. La cucina italiana, iscritta alla lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, deve essere valorizzata e salvaguardata non per motivi di carattere commerciale, ma invece proprio per i suoi valori di espressione culturale di comunità e di territori che conservano e tramandano, normalmente anche rinnovandole e adeguandole ai tempi, delle tradizioni enogastronomiche di straordinaria varietà e con profondi legami storico-culturali con le comunità di riferimento.
Il Geoportale della Cultura Alimentare è nato nel 2015, come contributo dell’allora Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo a Expo Milano, il cui tema era “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. In origine il Geoportale doveva consentire di restituire all’utenza i dati di archivi digitali, soprattutto quelli già realizzati dagli uffici centrali e periferici del Ministero, georeferenziandoli per consentire agli utenti di elaborare personali percorsi turistici sulla base di interessi enogastronomici.
Ben presto tuttavia, anche grazie alla collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ci si rese conto della straordinaria varietà del patrimonio culturale soggiacente alle tradizioni estremamente differenziate della cucina della penisola italiana. E la restituzione all’utenza di queste tradizioni non poteva essere limitata all’interoperabilità di archivi già esistenti che normalmente proponevano una forma di schedatura molto scientifica, ma poco comunicativa.
Ci si pose quindi il problema di come raccontare in maniera coinvolgente le tradizioni gastronomiche italiane e le loro straordinarie diversità territoriali. Sempre in collaborazione con l’Università di Pollenzo fu sperimentata la tipologia del video di micronarrazione in cui un testimone informato, in circa 3 minuti (durata media dell’attenzione sul web), racconta le caratteristiche fondamentali di un prodotto o di un piatto tipico di una comunità o un territorio, con il commento visivo di immagini fotografiche. Questa tipologia di narrazione si è poi arricchita di altre modalità descrittive della tradizione alimentare italiana, ma evitando sempre di far diventare il Geoportale un banale ricettario o uno spazio pubblicitario.
Non essendoci alcun interesse commerciale, nel Geoportale quello che si vuole proporre all’utente è la conoscenza di quelle che sono le profonde radici culturali della cucina italiana, basate sui saperi delle comunità e sulla straordinaria biodiversità della penisola. E tutti i dati, essendo georeferenziati, consentono all’utente (ma anche al conoscitore esperto) di impostare un percorso esperienziale (e turistico, perché no) personale, anche grazie al sistema di ricerca, basato sia su un motore di ricerca libero, che anche su una strutturazione tematica dei dati raccolti nel Geoportale.
Il progetto GeCA contribuisce a diffondere l’idea che l’enogastronomia sia un volano di sviluppo a 360 gradi: la conoscenza approfondita della storia di un vitigno o la tecnica di lavorazione di un formaggio o un sistema di cottura tradizionale supera l’idea di folklore e diventa un valore aggiunto che rende il lavoro nel settore primario e nel turismo culturale estremamente consapevole e moderno. Il patrimonio culturale enogastronomico nel progetto GeCa diventa un patrimonio “parlante” e grazie alla georeferenziazione di prodotti, ricette, tradizioni, musei, il Geoportale trasforma un semplice prodotto locale in una destinazione turistica. Lo storytelling culturale attira visitatori consapevoli, pronti a investire in esperienze autentiche. Questo crea una ricaduta economica diretta sulle piccole comunità e sui produttori custodi della biodiversità. Il cibo è inclusione e memoria, mangiare è un atto culturale che ci definisce a livello identitario.
Inoltre, l’ICPI da diversi anni sta promuovendo il GeCA con iniziative di presentazione, differenziate a seconda del contesto, oltre a partecipare a vari eventi organizzati in Italia, come i vari eventi organizzati da Slow Food Italia sin dal 2021 e, dal 2025, prendendo parte a eventi come Borgo diVino in tour e la Fiera dei Sapori d’Italia, organizzati dal Gruppo Valica.
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