I 5 borghi del vino più belli d'Italia per un calice di sapori e panorami da scoprire | Paesi del Gusto

I 5 borghi del vino più belli d’Italia per un calice di sapori e panorami da scoprire

Stefano Maria Meconi  | 21 Feb 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti

L’Italia è la terra dei borghi e del vino. Primo produttore al mondo per quantità, e non di meno per qualità, spesso le bottiglie provengono non da enormi realtà urbane bensì da piccoli borghi rurali dove esplorare il buono del Bel Paese. Che sia la Toscana o il Lazio, che ci si trovi alle porte di Roma o immersi nella campagna marchigiana, difficilmente si rimarrà delusi da questi scorci di bellezza… e di bontà. Ecco dunque i 5 borghi del vino più belli d’Italia per una gita fuori porte che alimenterà il corpo e lo spirito.

Buonconvento, Toscana

Nel cuore delle Crete Senesi, zona che da sempre suscita l’attenzione e l’estro degli artisti, Buonconvento è un borgo di appena tremila abitanti dalle atmosfere piacevolmente rilassanti. Qui, tra una visita alle antiche mura e una passeggiata tra le architetture religiose di epoca medievale, è possibile degustare alcuni dei vini più apprezzati della zona: l’Orcia DOC, la Val d’Arbia DOC e il Toscano IGT. Il territorio, prevalentemente pianeggiante (Buonconvento si trova a meno di 150 metri sul livello del mare) è stato selezionato con cura, guardando prevalentemente ai poggi, con il fine di ottenere dei calici di massima qualità possibile.

Dogliani, Piemonte

Dogliani è un comune gioiello della provincia cuneese, in quel Piemonte che da sempre è associato a un’enogastronomia di qualità e livello superiori. Gran parte dell’abitato oggi visibile fu riprogettato, nel corso dell’Ottocento, secondo le linee eclettiche dell’architetto Schellino al quale si devono, tra le altre, la Parrocchiale dei Santi Quirico e Paolo che unisce linee neoclassiche a elementi sfavillanti. Dal borgo prende il nome l’omonimo vino, un DOCG rosso che ben si presta all’abbinamento con i piatti della cucina locale. Lo si ritrova, oltre che nella referenza classica, anche sotto forma di Dolcetto, che ha una resa alcolometrica lievemente più bassa.

Dozza, Emilia Romagna

Il borgo dei murales, Dozza sorge non lontano dalla città di Bologna. Semplice nelle sue architetture, ben conservate rispetto all’epoca medievale, questo comune trova nelle pitture murarie un punto di forza, che l’ha reso celebre ben oltre il suo ambito territoriale. Vi si passeggia scoprendo luoghi particolarmente interessanti, come la Rocca Sforzesca che ospita l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Si tratta di un complesso associativo che coinvolge numerosi produttori di tutto il territorio regionale, e che è votato alla promozione della cultura enoica, oltre che alla vendita vera e propria.

Frascati, Lazio

Frascati,-,Lazio

Alle porte di Roma, Frascati è uno dei comuni più rinomati dei Colli Albani. Già nel Cinquecento la cittadina era meta di elezione per la nobiltà romana, che vi fece costruire le cosiddette Ville Tuscolane, pregiate dimore vacanziere che oggi ospitano strutture ricettive o istituzioni culturali. La fama del Frascati DOC, vino che rappresenta al meglio la produzione della provincia di Roma a base di uve Malvasia Bianca, Bellone e Trebbiano, è pari a quella dei vini delle vicine Marino e Genzano. Da visitare in città la suggestiva Cattedrale di San Pietro, perdendosi tra i vicoli del borgo e ammirando il panorama che spazia sulla Capitale.

Jesi, Marche

Cuore pulsante di quella Vallesina da visitare nelle stagioni intermedie, godendo di panorami stupefacenti, Jesi si trova nell’anconetano e per la sua dimensione è quasi impossibile definirla un borgo. Nonostante ciò, il nucleo originario della cittadina presenta caratteristiche e punti di interesse di sicuro rilievo, come il Duomo e le mura fortificate, che si estendono per un perimetro di quasi 1.500 metri. Dalla città prende il nome del Verdicchio dei Castelli di Jesi, vino bianco prodotto con le omonime uve dal sapore asciutto e con una caratteristica particolare. L’imbottigliamento, infatti, avviene nella bottiglia Anfora, ideata negli anni Cinquanta e divenuta uno dei simboli del design italiano postbellico.

Stefano Maria Meconi
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