Il Coatto, Lu Cuatte

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Area di produzione
La provincia di Teramo ed in particolare il territorio dei comuni di Arsita e Bisenti

 

Descrizione e Preparazione
Carne di pecora.
Dopo aver bene sgrassato la carne, tagliarla a pezzi, metterla in un tegame con l’aggiunta di poca acqua e portarla ad ebollizione per 15 minuti. Togliere dal. fuoco la carne, sgocciolarla, lavarla cori acqua fredda e disporla in un tegame di coccio, munito di coperchio, unitamente a tutti gli ingredienti ad eccezione del Trebbiano d’Abruzzo. Ricoprire il tutto con acqua e mettere a bollire a fuoco moderato per 3 – 4 ore circa, a tegame coperto e girando di tanto in tanto la carne con un cucchiaio di legno affinché non si attacchi al fondo. A metà cottura aggiungere il vino e conti­nuare la cottura, bagnando con un po’ d’acqua calda se il sugo tende a diventare troppo denso. Quando il tutto sarà ben ristretto, togliere dal fuoco e servire immediatamente.

 

Cenni storici e curiosità
La più antica ricetta che si riferisce all’utilizzazione della carne di pecora è quella legata ad una pietanza dei pastori d’Abruzzo, tipico piatto povero conservato nella sua rigorosa genuinità da una gelosia tipicamente patriarcale. Si tratta del coatto ( in dialetto “lu cuatte”) sul cui significato etimologico esistono due spiegazioni. La prima fa derivare la parola dal latino coactus che sta a significare carne’ cotta, ristretta ed addensata; la seconda invece è legata alla cosiddetta vendita coatta annunziata al popolo dal banditore, su decisione dell’auto­rità  comunale, come vendita di bassa macelleria.
La bontà del coatto deriva da tre fattori: la qualità della carne di pecora, le modalità di cottura e gli aromi usati.

BIBLIOGRAFIA:.
L. Braccili, Abruzzo in cucina – Didattica Costantini Ed. 1978.
La metodica di lavorazione è attestata da Rino Faranda “Gastronomia Teramana” (Ed. TERCAS – Teramo 1977

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