Il paese del Trulli: tutto sulla loro storia

Francesco Garbo  | 30 Giu 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

“E’ evidente che il Dio degli Ebrei non ha conosciuto l’Apulia e la Capitanata, altrimenti non avrebbe dato al suo popolo la Palestina come Terra Promessa.” Queste le parole di Federico II per descrivere la Puglia. Tra cibo squisito, arte e panorami mozzafiato, se si nomina la Puglia non si può non pensare ad Alberobello e ai suoi trulli, abitazioni che originariamente ospitavano contadini e agricoltori ma che oggi attirano turisti da tutto il mondo grazie alla loro unicità e alla loro bellezza. Non a caso infatti è proprio grazie ai trulli che l’UNESCO ha proclamato Alberobello Patrimonio dell’Umanità. Ecco dunque cosa vedere e cosa mangiare se state programmando una visita in questi posti meravigliosi.

I trulli: da abitazioni contadine a attrazioni per turisti da tutto il mondo

La pietra calcarea è la caratteristica di queste particolari costruzioni caratteristiche del sud della Puglia, esempi di edilizia in pietra a secco con un tetto composto da lastre incastonate, tecnica risalente all’epoca preistorica tutt’ora utilizzata in questi luoghi. I trulli, dal greco cupola, non si trovano sono ad Alberobello ma sono sparsi in tutta la Valle d’Itria, anche se la concentrazione maggiore e gli esemplari conservati in modo migliore si trovano proprio qui dove se ne contano più di 1,500 strutture. Il loro scopo originario non era quello di abitazione fissa ma di riparo temporaneo per i lavoratori agricoli. La pietra per costruire i trulli era quella trovata durante gli scavi per realizzare le cisterne sotterranee. Particolare caratteristica dei muri dei trulli è quella di essere a doppio rivestimento con porte e finestre molto piccole. La particolarità del tetto è quella di avere un pinnacolo finale che serviva a scacciare la sfortuna. Oltre ad essere molto belli i trulli hanno un sistema di raccolta dell’acqua che dal tetto viene incanalata tramite gronde sporgenti tramite le quali finisce in una cisterna posta sotto l’abitazione.

Cosa vedere

Da non perdere il rione Monti, un complesso che ospita le quindici vie di Alberobello dal quale si possono ammirare i trulli. Percorrendo queste strade è possibile fare un piccolo viaggio nel tempo che ci riporta a quelle abitudini contadine tra vie strette e trulli, oggi adibiti a negozi e strutture dove dormire. La parte realemnte abitata di Alberobello è rappresentata dal rione Aia Piccola, meno frequentata dai turisti, più dalle persone che qui abitano e vivono. Se non vi bastano i trulli utilizzati come negozi e quelli dove si vive allora potete visitare la chiesa a trullo caratterizzata dalla facciata costruita con i caratteristici mattoni bianchi. All’interno della chiesa è custodita una reliquia di Sant’Antonio da Padova, santo a cui è dedicata chiesa. Per chiudere la visita alla città il caratteristico trullo siamese, due trulli condividono lo stesso tetto. Non si sa con precisione il perché di questa strana costruzione anche se la leggenda narra che la proprietà di questi trulli sia stata di due fratelli.

Cosa mangiare

Qui pasta fresca, verdure e prodotti di mare sono i protagonisti indiscussi della tavola. Non potete non assaggiare le orecchiette con le cime di rapa e acciughe, un concentrato di sapore. Poi i cavatelli fatti a mano e perfetti per raccogliere il sugo preparato con ciliegini, cacioricotta e rucola. Come secondi piatti le braciole al sugo,  involtini di carne di cavallo conditi con prezzemolo, aglio e pecorino. Le braciole vengono cotte nel sugo che le rende morbide e succose e spesso con il sugo ottenuto si condiscono le orecchiette. Se preferite il pesce allora la pepata di coezze, le cozze fritte e l’insalata di polpo.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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