La Calabria, terra incastonata tra il mar Ionio e il Tirreno e separata dalla Sicilia dallo stretto di Messina, è una regione che vanta una tradizione vitivinicola antichissima: già i Greci, nell’VIII secolo a.C., la chiamavano Enotria, ossia “terra del vino”.
Oggi la superficie vitata si aggira intorno agli 11.000 ettari, pari all’1,6% del vigneto nazionale: una dimensione contenuta, simile a quella della sola provincia di Trento, ma ricca di peculiarità. La produzione annua si attesta intorno ai 360-368.000 ettolitri, con una netta prevalenza di rossi e rosati (circa l’80%) rispetto ai bianchi. Interessante anche la ripartizione: il 43% della produzione rientra nelle denominazioni DOP e il 34% nelle IGP, con ben 9 DOC e 10 IGT riconosciute. Il cuore pulsante della viticoltura calabrese è rappresentato dai vitigni autoctoni, in particolare il Gaglioppo, protagonista del celebre Cirò DOC, uno dei vini rossi più antichi d’Italia, apprezzato già in epoca classica. Accanto a lui, spiccano il Magliocco canino, dai sentori speziati e strutturati, e vitigni come Nerello Mascalese, Greco Nero e Calabrese (Nero d’Avola). Tra i bianchi, invece, meritano attenzione il Greco Bianco – da cui nasce il rinomato vino dolce Greco di Bianco DOC, ottenuto da grappoli appassiti al sole – la Guarnaccia e il Montonico. Curiosità non mancano: nella provincia di Cosenza si produce il rarissimo Moscato di Saracena, un passito artigianale ottenuto con tecniche antiche che prevedono l’uso di mosto concentrato e uve appassite. La Calabria ha vissuto momenti difficili, come la devastazione della fillossera nell’Ottocento e l’epoca in cui i suoi vini venivano esportati come base da taglio per il loro intenso colore e l’alto grado alcolico. Oggi, però, la regione vive una fase di rinascita, grazie a una nuova generazione di viticoltori che punta sulla qualità e sulla valorizzazione del territorio. In questo modo la Calabria, pur con numeri contenuti, si conferma un mosaico affascinante di storia, cultura e vini unici nel panorama enologico italiano.
A novembre 2017 nasce la cooperativa Viticoltori di Verbicaro. Fin dall’inizio si sono posti un obiettivo chiaro: valorizzare i vini prodotti esclusivamente con le uve coltivate nella zona del Verbicaro DOC, mantenendo un legame autentico con il territorio e con le tradizioni vitivinicole che lo caratterizzano. I loro valori si fondano sulla promozione della qualità e sull’orgoglio di rappresentare un’area unica, dove natura e storia si intrecciano. Oggi producono due vini rossi – uno classico e uno affinato in barrique di rovere – e un vino bianco, frutto di una lavorazione tradizionale che rispetta il carattere delle uve. Credono infatti che la vera innovazione nasca dalla cura per la vigna e dalla qualità della materia prima. Organizzano inoltre visite e degustazioni nei suggestivi “Catuvi”, antichi locali tipici, per far vivere ai visitatori l’autenticità della tradizione verbicarese. Guardando al futuro, puntano poi ad ampliare le superfici vitate e a rafforzare la loro presenza in eventi e fiere dedicate ai vitigni autoctoni.
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