In Italia c’è un borgo minuscolo che dal Cinquecento fa da mangiare per più delle persone che lo abitano. Cos’è il Pasto del Purgatorio

Maddalena  | 13 Giu 2024
Gradoli [immagine di copertina @Volodymyr Baleha - Shutterstock.com]

Esiste un piccolo borgo italiano, arroccato sulle sponde nord-occidentali del lago di Bolsena, dove ogni anno, dal Cinquecento, la comunità si riunisce per preparare un pasto benefico che coinvolge più persone di quanti sono gli abitanti del paese. Questo evento straordinario si chiama Pranzo del Purgatorio e si svolge a Gradoli, un paesino della provincia di Viterbo. Un’occasione che, oltre a offrire un’esperienza conviviale unica, celebra la solidarietà e il legame con le tradizioni del territorio.

1 Le curiose caratteristiche del Pranzo del Purgatorio

Fagioli bianchi
Fagioli bianchi

Il Pranzo del Purgatorio non è solo un evento gastronomico, ma un vero e proprio rituale che coinvolge quasi 1600 commensali, ben più dei 1200 abitanti di Gradoli. Organizzato ogni anno in occasione del Mercoledì delle Ceneri, questo pasto vede la partecipazione di persone provenienti non solo dalla Tuscia, ma anche dalle vicine regioni di Toscana e Umbria. Il menu è un trionfo di prodotti locali, con piatti che riflettono la tradizione culinaria della zona.

Si servono 250 kg di fagioli bianchi del Purgatorio, 600 kg di pesce (lucci, naselli, baccalà e tinca), una minestra di riso e, per chiudere, una mela. Ogni pietanza è preparata con cura e attenzione dai membri della Fratellanza del Purgatorio, un gruppo di circa 90 uomini che, a partire dalle tre del mattino, accendono i fuochi nei grandi paioli per cucinare il cibo destinato agli ospiti. Il tutto è cotto su fiamme alimentate da circa 50 quintali di legna. Un aspetto particolare del pranzo è che i commensali devono portarsi da casa pane, posate, piatti e vino. Questa tradizione aggiunge un tocco di familiarità e condivisione all’evento, rendendolo ancora più caratteristico.

2 Le origini del Pranzo del Purgatorio


Gradoli

Le radici del Pranzo del Purgatorio affondano nel lontano 1500. All’epoca, una fratellanza composta da cittadini locali iniziò a organizzare questo pasto benefico in occasione del Mercoledì delle Ceneri, con l’obiettivo di prendersi cura delle persone in difficoltà. Questo gesto di solidarietà si consolidò nel tempo, fino a diventare una tradizione che è riuscita a perdurare per oltre cinque secoli. Durante il Medioevo, le famiglie più ricche del borgo offrivano pasti ai poveri una volta l’anno, nella speranza di guadagnarsi il Purgatorio se non il Paradiso.

Nel 1500, un’associazione solidale chiamata Opera Pia per il Suffragio delle Anime del Purgatorio iniziò a raccogliere fondi e beni per le famiglie bisognose in occasione del Mercoledì delle Ceneri. Questa associazione, che in seguito cambiò nome in Fratellanza del Purgatorio, continua ancora oggi a mantenere viva questa tradizione. Nel corso dei secoli, il pranzo ha subito pochissime interruzioni. La prima fu nel 1809, per protesta contro l’esilio di Pio VII da parte delle truppe napoleoniche. La seconda fu nel 1944, a causa delle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale, e la più recente dal 2020 al 2022, a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia, nel 2023, il Pranzo del Purgatorio è tornato a riunire la comunità, rinnovando una tradizione che rappresenta una delle principali occasioni sociali e solidali della Tuscia.

3 Condivisione e solidarietà, gli ingredienti segreti


Baccalà

Il Pranzo del Purgatorio non è solo un evento gastronomico, ma un’esperienza che racchiude in sé secoli di storia, tradizioni e solidarietà. Partecipare a questo pranzo significa immergersi nella cultura di un piccolo borgo che, da oltre cinquecento anni, celebra l’importanza della comunità e del sostegno reciproco attraverso il cibo. Per chi ama esplorare la cucina regionale italiana, questo evento rappresenta un’opportunità unica per scoprire sapori autentici e piatti preparati secondo ricette tramandate di generazione in generazione.

La partecipazione al Pranzo del Purgatorio è un modo per sostenere una tradizione secolare e per vivere un’esperienza culinaria e culturale indimenticabile. Se vi trovate da quelle parti in occasione del Mercoledì delle Ceneri, non perdete l’occasione di visitare Gradoli e di prendere parte a questo evento straordinario. E se siete appassionati di gastronomia, vi invitiamo a esplorare ulteriormente la cucina della Tuscia, una regione ricca di storia e di tradizioni culinarie che meritano di essere scoperte e apprezzate.

[immagine di copertina @Volodymyr Baleha – Shutterstock.com]

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