Pupazza frascatana

Prodotto dolciario a base di miele millefiori proveniente dall’Agropontino (LT), farina tipo 00, olio extravergine di oliva (su 3 kg di miele aggiungere 1,5 h di olio), aroma all’arancio (distillato). E’ un dolce molto particolare raffigurante una figura femminile realizzata a stampo e provvista di 3 seni scoperti e pronunciati. Si narra che 2 seni servono per la produzione di latte e il terzo per la produzione di vino!

Aree di rinvenimento del Prodotto: Frascati (RM)

Cenni storici e curiositàLa Pupazza Frascatana è stata realizzata “quasi per gioco” negli anni ’60, come scherzo goliardico, ma al tempo stesso come stimolo commerciale per la produzione della pasticceria censita. Nel giro di pochissimi anni questo particolare prodotto ha acquistato successo e si è diffuso rapidamente diventando patrimonio iconografico ed economico frascatano e dei Castelli Romani in generale. Caratteristica specifica e saliente delle pupazze nella loro versione definitiva la presenza dei tre seni: due per il latte e uno per il vino dato il tessuto produttivo e sociale vitivinicolo di Frascati e dei Castelli Romani.

Castelli Romani DOC

Zona di produzione: venti comuni della provincia di Roma e in alcuni comuni della provincia di Latina

Vitigni: Bianco: uve provenienti dai vitigni Malvasia (bianca, di Candia e puntinata) e Trebbiano (toscano, romagnolo, di Soave, verde e giallo); possono inoltre, concorrere, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca bianca raccomandati e/o autorizzati per le province di Roma e Latina per un massimo del 30%. Rosso: uve Cesanese, Merlot, Montepulciano, Nero buono e Sangiovese; possono concorrere, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca nera raccomandati e/o autorizzati nelle province di Roma e Latina, fino ad un massimo del 15%.Rosato: dalle stesse uve a bacca bianca e nera delle tipologie precedenti o dalla lavorazione in rosato delle stesse uve a bacca nera

Gradazione alcolica minima: Bianco e Rosato: 10,5 gradi. Rosso 11 gradi.

Caratteristiche organolettiche: Il Bianco (nelle versioni Secco, Amabile, Frizzante) ha colore paglierino più o meno intenso, odore fruttato e sapore fresco. Il Rosso (anch’esso Secco, Amabile, Frizzante e Novello) dal colore rubino, ha odore vinoso e sapore fresco e vivace. Il Rosato (Secco, Amabile, Frizzante) ha odore fruttato e vinoso e sapore fresco e armonico.

Tipologie: Bianco, Rosso e Rosato, anche nelle versioni Amabile e Frizzante; il Rosso si produce anche nella tipologia Novello

Abbinamenti: Rosso: arrosti di carni rosse alla griglia o pollame e coniglio alla cacciatora. Rosato: salumi, minestre, piatti a base di uova. Bianco: minestre asciutte, primi piatti a base di pesce, risotti con verdure.

Riferimenti normativi: Il riconoscimento della Doc “Castelli Romani” è avvenuto con DPR 4.11.96 pubblicato sulla GU del 13.11.96

Salame “castellino”

Salame magrissimo di puro suino prodotto senza aggiunta di lattosio che si caratterizza per la macinatura dell’impasto a grana medio-grande. La parte magra deriva dalla spalla di suino, mentre la parte grassa dalla pancetta. Il sapore è sapido, gustoso e aromatizzato grazie al condimento con il sale marino e all’impiego di spezie come la cannella, il pepe e l’aglio.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Frascati (RM)

Cenni storici e curiositàIl salame “castellino” prende il nome da una storica famiglia di esperti norcini di origine abruzzese, che nel 1919 s’insediò con la propria attività sul territorio laziale, nell’area dei Castelli Romani. Vista la vasta gamma di salumi preparati, il capostipite della famiglia pensò di differenziare questo salume, particolarmente magro nell’impasto e prodotto nel rispetto della tradizione, chiamandolo appunto “castellino”.