Caciotta di mucca

Formaggio a pasta molle, per il tipo primo sale, ed a pasta dura, per il tipo stagionato da 30 giorni a 6 mesi. Forma cilindrica; pezzatura da 1,5 a 4 kg; colore bianco per il primo sale e giallo paglierino, tendente all’imbrunimento nello stagionato di 6 mesi. Sapore dolce per il primo sale (di due giorni) fino al leggermente salato e piccante nelle forme stagionate di 6 mesi.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Intera Regione Lazio

Cenni storici e curiositàLa produzione della caciotta con latte di mucca ha da sempre interessato quasi completamente tutto il territorio regionale. Per la Centrale del latte di Rieti, nata nel maggio del 1955, la caciotta di mucca, è stata, ed è ancora oggi, uno dei prinicpali prodotti (come si evince dalla documentazione risalente agli anni ’70 – ’80 del secolo scorso, conservati presso l’azienda stessa) per la cui produzione viene impiegato solo latte raccolto presso gli allevatori locali.

Caciotta di vacca ciociara (semplice e aromatizzata)

Semplice:
Formaggio in forma a pasta filata molle dal sapore dolce; pezzatura da 1 kg, 0,6- 0,3 kg; forma cilindrica; colore bianco.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Intera Regione Lazio

Cenni storici e curiositàTradizione storica ciociara.

Aromatizzata:
Formaggio in forma, a pasta filata, molle, aromatizzato. Forma cilindrica; colore bianco; pezzatura da 1 kg, 0,6 kg, 0,3 kg; sapore base dolce più aromi.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Ferentino (FR)

Cenni storici e curiositàTradizione storica ciociara elaborata e consolidata dai caseifici locali.

Caciocavallo vaccino (semplice e affumicato)

Formaggio a pasta filata, dura, stagionato da 30 giorni a 6 mesi fino anche 8 anni in grotta tufacea. Pezzatura da 0,2 a 3 kg; forma tipica: ovoidale con testa; colore giallo paglierino; sapore da dolce ad intenso e piccante nelle forme stagionate e/o prodotte con caglio in pasta.

Aree di rinvenimento del Prodotto: Intera Regione Lazio

Cenni storici e curiositàE’ senza dubbio uno dei più antichi formaggi dell’Italia meridionale, già citato da Ippocrate (500 a.C.), quando illustra l’arte usata dai Greci per preparare il cacio. Nasce dalla tecnica detta a “pasta filata”, messa a punto proprio nel Meridione per garantire conservabilità ai formaggi di latte vaccino. E’ un formaggio diffuso su tutto il territorio regionale con prevalenza storica nel sud del Lazio. Tradizionale di tutte le regioni che formavano il Regno di Napoli, fu pure oggetto di modi di dire popolari come ad esempio: “Far la fine del caciocavallo” ossia morire impiccato, per analogia con la sua forma, e fu tanto apprezzato dal re Ferdinando IV che in una epistola destinata al cardinale Ruffo scrisse: “Famme truvà tante casecavalle”.