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Itinerari del gusto: la Murgia e il vino del Brindisino

cisternino
Centro storico di Cisternino

Nella vasta regione che risponde al nome di Puglia ci sono delle vere e proprie zone che hanno un carattere e una riconoscibilità così specifica da essere, quasi, delle realtà indipendenti una dall’altra. È certamente il caso della Murgia, vasta zona a guisa d’altopiano che non arriva ai 700 metri di quota. In realtà questo territorio è diviso tra la Puglia e la Basilicata, ma è la prima che ci interessa ai fini di questo viaggio ideale nei saperi e nei sapori della prima regione in Italia per la produzione del vino bianco.

Questo traguardo, che forse nell’immaginario comune è appannaggio della Toscana o del Veneto, appartiene infatti proprio alle terre pugliesi, che staccano le loro concorrenti con numeri apparentemente irraggiungibili. In maniera ragguardevole, la produzione enologica della Puglia si incontra con la piacevole territorialità delle Murge, di cui un esempio che è sicuramente oggetto della nostra attenzione è Cisternino.

Il comune, Bandiera arancione del Touring Club Italiano nonché inserito nel novero dei Borghi più belli d’Italia, appartiene a quella schiera della Valle d’Itria – meglio ancora, al sottoinsieme della Murgia dei Trulli – dove a dominare sono le architetture candide, così realizzate secoli orsono per garantire una efficace dispersione del calore durante le infuocate estati del Mezzogiorno d’Italia.

Proprio Cisternino fungerà, dal 2 al 4 luglio 2021, da comune apripista per la prima edizione di Borgo diVino in Tour. La manifestazione, che nasce sulla spinta di quel Borgo diVino che per quasi un decennio ha arricchito la primavera nemorense, si ripropone di abbracciare l’Italia portando, nelle cornici dei suoi borghi più belli, una rappresentanza organica e omnicomprensiva dei migliori vini del panorama nazionale. Grazie alla sua tradizione enologica, alla ricchezza del centro storico e alla sorprendente bellezza del panorama che la circonda, Cisternino è una scelta che premia il valore dell’enologia pugliese e apre a un calendario di appuntamenti estivi che comprenderanno anche Brisighella, Grottammare, Cefalù e la stessa Nemi, per un “ritorno alle origini”. Per conoscere il programma e approfondire il tema Borgo diVino, è possibile consultare il sito www.borgodivino.it.

Cisternino e le Murge on the road

Percorso

Breve ma intenso, l’itinerario che abbiamo pensato per permetterti di conoscere Cisternino e le Murge si apre per circa 93 chilometri lungo le province di Bari e Brindisi. Partiamo da Monopoli, che con la vicina Polignano a Mare si contende la bellezza e l’accoglienza di questo tratto di Puglia a sud del capoluogo regionale. Da qui prendiamo la SP113 e la SS16 in direzione sud, proseguendo lungo la SP9 in direzione Fasano e SP9 in direzione Via Roma a Cisternino.

La pausa cistranese ci offre grandi spunti turistici, che approfondiremo fra poco. Quando saremo pronti a ripartire, prenderemo la SP16 e SP14 in direzione Via Nino Sansone a Ostuni. Da qui continuiamo su Via Nino Sansone, Via Papa Giovanni XXIII e Corso Umberto I in direzione di Via Giordano Bruno a Ostuni.

Siamo giunti nella “città bianca” per eccellenza della Puglia, meta che non può mancare in qualsiasi tour che attraversi questa regione. Continuiamo il viaggio prendendo la SS379 di Egnazia (E55) che, sfiorando per massima parte la costa adriatica, ci condurrà fino alle porte di Brindisi. Un ultimo tratto sulla SS16 e saremo così giunti a destinazione.

Cisternino, centro storico
Un affaccio del centro storico di Cisternino, tra il candore delle case e i colori della natura

Cosa vedere a Cisternino e nella Murgia dei trulli

Cisternino, l’abbiamo già anticipato, viene considerata una “città bianca” a tutti gli effetti. L’impressione che suscita al primo sguardo è la stessa che avremmo a Ostuni o, spaziando ancor più nei nostri orizzonti di viaggiatori, tra i pueblos blancos dell’Andalusia. Una freschezza architettonica e paesaggistica che domina la collinetta delle Murge, a quasi 400 metri sul livello del mare. La Valle d’Itria è un susseguirsi armonico di campagne coltivate, numerosi trulli – molto simili a quelli di Alberobello – e piccole grandi cittadine ricche di storia e tradizioni.

In particolare, la zona di Cisternino pare sia abitata sin dalla preistoria, come hanno dimostrato i tanti ritrovamenti archeologici che oggi trovano spazio in raccolte museali sparse qua e là per tutta la Puglia (ma non solo). In realtà, l’abitato per come si presenta al visitatore è molto più recente: furono i monaci a costruirlo, come un presidio sul territorio “al di là di Ostuni”, origine etimologica del toponimo.

L’architettura spontanea cistranese si apre a macchia d’olio sulle pendici della collina, punteggiata qua e là da alberi e arbusti: il candore ricorre negli edifici pubblici e privati, tra i vicoli del centro storico o in campagna, dove compare quasi per caso l’antico Santuario della Madonna d’Ibernia, che tradizione vuole sia stato costruito qui dopo un’apparizione mariana. Gli oltre 400 ettari di bosco del territorio di Cisternino regalano la possibilità di lunghe e proficue passeggiate nel verde, magari per smaltire le bontà che avremo gustato nei tanti pranzi e cene conviviali che si possono fare da queste parti.

Sì, perché a Cisternino e dintorni si mangia tipicamente pugliese, con richiami alla parte “di terra” della cucina barese e salentina. Carne e verdure sono più diffusi del pesce, appannaggio quest’ultimo di zone più vicine all’Adriatico. Che sia una frisella bagnata con poca acqua e sormontata da pomodori, la più classica porzione di orecchiette alle cime di rapa o una braciata di gnummareddi (involtini di interiora di agnello avvolti nel budello e arricchiti da erbe e spezie), il tutto non può che essere bagnato da un calice di Murgia IGT, di Colli della Murgia, di Aleatico o di Castel del Monte.

L’imponente produzione enoica del territorio di Cisternino e delle Murge sarà una scoperta, a tavola e non solo, foriera di grandi soddisfazioni.