La città dei 4 vini: ecco cosa mangiare a Neive, dove le Langhe danno spettacolo (anche in tavola)

Stefano Maria Meconi  | 20 Feb 2026

Un borgo situato nelle Langhe occidentali, tra Barbaresco e Castiglione delle Lanze, dove le tipiche e tradizionali case in pietra del centro città disegnano un paesaggio unico. Una realtà che viene definita come città dei quattro vini: Barbaresco, Barbera, Moscato e Dolcetto. Neive, piccolo gioiello delle Langhe, è un luogo che si gusta nel piatto e si assapora nel calice, dove concedersi una pausa di gusto che dura il tempo di un giorno o si estende al fine settimana. E che, difficilmente, delude anche i palati più esigenti.

Una storia che affonda le radici nell’antica Roma

Il nome del paese deriva da una nobile famiglia romana la gens Naevia che possedeva il territorio. Neive fu infatti un importante insediamento romano sin dal 100 a.C. In seguito alle invasioni barbariche con la caduta dell’Impero romano divenne un importante centro fortificato grazie al castello costruito sul colle in difesa dai Saraceni. Durante la sua storia poi Neive diventa prima un Comune Consortile e per poi essere conteso tra la città di Alba e Asti. Dopo la Rivoluzione Francese nel 1800 Neive viene annessa all’Impero napoleonico. Lo sviluppo “moderno” della città inizia nel 1865 con l’inaugurazione della ferrovia di Neive che permette la nascita di Neive Borgonuovo.

Bellissima la parte storica del borgo. Dove una volta c’era il castello ora è rimasto solo l’impianto medievale e dall’alto del centro storico si può godere la vista dei vigneti sottostanti, davvero unica. Molte le cantine da visitare che spesso sono ospitate in dimore signorili come quella dei Conti di Castelborgo. Da visitare ciò che rimane dell’antico monastero risalente al X secolo, la Torre del monastero in stile romanico. Interessanti, se percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo, sono i sentieri che si snodano tra colline e vigneti.

Neive, sapori d’eccellenza

Non si può non assaggiare il Barbaresco che con i suoi straordinari profumi arricchisce il tipico salame locale ricavato da allevamenti suini del territorio. Poi le nocciole del Piemonte IGP altra eccellenza coltivata nelle langhe. Come se non bastasse qui cresce anche il pregiato tartufo d’Alba con cui si preparano tajarin al tartufo e la fonduta con sfoglie di tartufo bianco. Tra i piatti da assaggiare anche la bagna caôda, la carne cruda all’albese, il coniglio al civèt, la torta di nocciole e per finire lo zabaione al moscato.

Speciale anche il fritto misto alla piemontese che nasce come piatto di recupero e quindi presenta ingredienti sempre diversi in base alla disponibilità del momento. Dalle fettine di fegato alle costolette d’agnello, dalle cervella alle animelle ma anche verdure e frutta come mele, il tutto sapientemente impanato e fritto. Insomma, il fritto misto alla piemontese è ottimo come piatto unico, proprio come è unica la voglia di viaggiare fino a qui.

Con ITA Airways alla scoperta delle eccellenze d’Italia

Il viaggio prende forma anche nei piccoli gesti, nei profumi e nei sapori che accompagnano il tempo trascorso con ITA Airways.

Tutto comincia nelle lounge aeroportuali come la lounge Hangar di Roma Fiumicino, dove il viaggiatore viene accolto in spazi curati, immersi in un’atmosfera rilassante e raffinata. Qui, il cibo scandisce i diversi momenti della giornata: piatti preparati al momento, selezioni di buffet pensate con cura, cocktail miscelati da barman pronti a trasformare ogni attesa in un’esperienza piacevole.

È un modo di viaggiare che celebra il gusto, il comfort e l’identità italiana, facendo sentire ogni passeggero a casa, qualunque sia la destinazione. E accompagnandolo ai quattro angoli del Bel Paese e del mondo con il confort di una flotta nuovissima, i servizi studiati su misura e tutto il bello di sentirsi italiani, anche a 30 mila piedi dalla Terra.

Stefano Maria Meconi
Stefano Maria Meconi


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