Cosa mangiare a Bologna in un weekend: i piatti da non perdere

Redazione  | 14 Apr 2026

Oltre a essere una celebre città d’arte e una meta turistica capace di suscitare un forte interesse a livello internazionale, Bologna è anche conosciuta come una delle principali capitali gastronomiche d’Italia. Insignita di questo titolo nel 2021 da The Telegraph, Bologna è anche stata definita da Forbes la meta in cui poter assaporare la cucina migliore del mondo. Questa città è dunque perfetta per chi è alla ricerca non solo di una vacanza culturale, ma anche di un tour gastronomico in una delle regioni italiane che più si sono contraddistinte per la cucina. Quali sono gli ingredienti chiave dei piatti più noti della cucina emiliana? E come ha fatto, quest’ultima, ad acquisire la notorietà che ha tutt’ora?

Cosa vedere a Bologna

Bologna Friggione Voltone del Podestà
Non si può dire di essere stati a Bologna senza essere passati per Piazza Maggiore, circondata da palazzi storici come Palazzo d’Accursio, Palazzo dei Banchi e la maestosa Basilica di San Petronio, una delle chiese più imponenti d’Europa. Quest’ultima è una tappa obbligatoria. La sua facciata, rimasta incompiuta, è divisa in due fasce orizzontali: quella inferiore, con le decorazioni marmoree eseguite tra la fine del Trecento e l’inizio del Cinquecento, e quella superiore, dal profilo sfaccettato per consentire l’ancoraggio del rivestimento decorativo, poi mai applicato. La città è conosciuta soprattutto per le Due Torri, Garisenda e degli Asinelli, che svettano come simboli del Medioevo bolognese. Bologna è nota anche per i suoi portici, patrimonio UNESCO, che accompagnano i visitatori attraverso vie piene di botteghe, caffè e librerie, fino all’antico ghetto ebraico e al Quadrilatero, dove si trovano attività artigianali e commerciali. Imperdibile anche l’Università, la più antica del mondo occidentale, con i suoi musei universitari. Merita una visita anche il Santuario della Madonna di San Luca, una basilica mariana, che si eleva su uno sperone boschivo e regala scorci unici. 

Cosa mangiare a Bologna in un weekend

La cucina bolognese ha una storia le cui origini risalgono addirittura al Medioevo, quando Bologna era nota come “la Grassa” (proprio per la sua cucina) e “la Dotta” (in questo caso per l’università). Già nel 1300, a Bologna si potevano contare più di 150 osterie, in cui arrivavano sia i prodotti del porto sia le verdure, la frutta e i formaggi dalle campagne circostanti. Proprio per la loro abbondanza e bontà, molte ricette della cucina emiliana sono state poi depositate presso la Camera di Commercio di Bologna negli anni ‘70, così da poterne testimoniare l’autenticità.

Alla base della cucina bolognese ci sono almeno quaranta piatti tipici tra primi, secondi e dolci: se prima, quando i viaggi internazionali erano meno frequenti, questi potevano essere apprezzati solo dagli emiliani o, al più, dagli italiani, oggi questa città è una meta ambita anche da molti turisti stranieri che scelgono di fare un tour gastronomico a Bologna, anche grazie alle sempre maggiori opportunità con cui poter raggiungere l’Italia a poco prezzo e piuttosto facilmente. Nonostante la continua evoluzione della cucina bolognese, sono proprio le ricette tradizionali a fare di Bologna una meta apprezzatissima dai turisti. Di seguito, quindi, esploreremo i piatti alla base di questa rinomata cucina, dai primi fino ad arrivare a vini e dolci.

Primi piatti

Tra i piatti più noti della cucina emiliana e bolognese non possiamo non citare:

  • la pasta fresca all’uovo
  • le tagliatelle: le loro misure ufficiali, depositate presso la Camera di Commercio, sono 8 mm di larghezza circa 0,6-0,8 mm di spessore. La tradizione le vuole condite solo con il ragù.
  • i tortellini: la loro tradizione risale al 1112, periodo storico in cui mangiare questa tipologia di pasta era tipico soprattutto del periodo natalizio. Secondo una leggenda, la forma sarebbe ispirata all’ombelico di una donna che l’oste di una locanda di Castelfranco Emilia avrebbe intravisto spiando la sua ospite dal buco della serratura.
  • i tortelloni e le immancabili lasagne. Ad avere l’origine più antica sono sicuramente i tortellini, la cui tradizione risale al 1112, periodo storico in cui mangiare questa tipologia di pasta era tipico soprattutto del periodo natalizio.

Secondi piatti

Andando nel dettaglio dei secondi piatti, troviamo:

  • la cotoletta alla bolognese: risale al 1600, è quasi sempre di carne di vitello e viene servita con una fetta di prosciutto e del formaggio fatto sciogliere in forno.
  • il bollito di carne: si prepara con carni di diverso tipo (me ad esempio il maiale, il vitello, il manzo e il pollo) e viene servito insieme alla salsa verde bolognese, preparata con acciughe, prezzemolo, aglio e capperi.
  • la rana fritta o in umido: può essere gustata sia come secondo piatto, per l’appunto, sia come accompagnamento di un primo piatto primo (il risotto con le rane, per esempio).

Dolci tipici di Bologna

Passando ai dolci e ai vini, infine, la città di Bologna è nota soprattutto per:

  • la zuppa inglese: è un dolce preparato con savoiardi, crema pasticcera e Alchermes, il noto liquore di colore rosso.
  • le raviole: sono dei biscotti ripieni di mostarda bolognese e tipici della festa di San Giuseppe, che cade il 19 marzo.
  • la torta di riso: è un dolce risalente al XV secolo a base di latte, uova, mandorle, frutta candita e riso.
  • il certosino: è un dolce molto speziato a base di frutta secca, frutta candita, miele, cioccolato fondente e mostarda

Quali vini bere a Bologna

Per quando riguarda i vini, invece, alcuni tra i più tipici sono:

  • il Pignoletto DOCG: è un vino bianco, ideale per i secondi a base di carne o di pesce
  • il Barbera dell’Emila DOCG: è un vino rosso corposo, si adatta decisamente meglio a un piatto di pasta come la lasagna o le tagliatelle al ragù.
Redazione
Redazione


Articoli più letti

©  2026 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur