La scoperta dell’uovo nei dipinti di Leonardo: ecco a cosa serve

Francesco Garbo  | 01 Giu 2024  | Tempo di lettura: 3 minuti

Uovo e Leonardo Da Vinci, apparentemente un’accoppiata legata da pochi nessi. C’è invece una ricerca tedesca che ha svelato come nelle tele a olio di Leonardo e dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco l’ingrediente segreto fosse proprio l’uovo.  Ci sono voluti più di cinque secoli perché gli scienziati facessero luce su questo mistero, non era noto infatti, fin ora, il motivo per il quale, grandi maestri della pittura come Leonardo aggiungevano il tuorlo d’uovo al loro colori ad olio. A seguito di esperimenti di laboratorio si è capito come le proteine contenute nell’uovo venivano utilizzate come additivo per proteggere i dipinti dall’ingiallimento, dall’umidità de alla formazione di eventuali crepe durante l’asciugatura. Una specie di antiossidante naturale che è capace di rallentare l’inizio dell’indurimento della pittura che asciugandosi prima all’esterno e poi all’interno crea piccole crepe.

Indice dei contenuti

I risultati della ricerca

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications da un gruppo internazionale di esperti, grazie anche all’Università di Pisa e all’Istituto di Chimica dei Composti OrganoMetallici del Cnr e il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (Instm) di Firenze. “Finora le indagini scientifiche sui dipinti sono state per lo più mirate a identificare i materiali usati dai pittori, ma questo non basta a capire le motivazioni che stanno dietro alla pratica artistica” queste le dichiarazioni rilasciate all’ANSA Ilaria Bonaduce, professore associato al Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Università di Pisa, dove da più di 20 anni lavora un gruppo di ricerca dedicato ai beni culturali. “Le fonti sono scarse e studi scientifici sull’argomento non sono mai stati fatti prima” ha detto dichiarato l’autrice della ricerca, Ophélie Ranquet dell’Institute of Mechanical Process Engineering and Mechanics al Karlsruhe Institute of Technology in Germania.

La ricerca ha dimostrato come siano sufficienti anche piccole quantità di tuorlo d’uovo siano capaci di cambiare in modo duraturo la pittura. La vera scoperta consiste nell’intenzionalità dell’immissione del tuorlo nella pittura che fin ora era ritenuta una contaminazione accidentale. La Madonna col Garofano di Leonardo, un esempio di quadro in cui il tuorlo d’uovo non venne usato del tutto probabilmente perché all’epoca il Maestro ancora non padroneggiava la tecnica, e il Lamento sul Cristo Morto di Botticelli sono due tra le opere analizzate dagli scienziati. Di fondamentale importanza proprio la prima opera, qui il tuorlo d’uovo risulta presente ma non in quantità elevate e per questo si possono notare evidenti rughe sul volto di Maria e del bambino. “Ci offrono uno scenario nuovo per capire le tecniche di pittura antica“, ha scritto in una mail alla Cnn Maria Perla Colombini, professore di chimica analitica all’Università di Pisa.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



Articoli più letti

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur