La Strada dei Vini dei Castelli Romani

Percorso enogastronomico dal carattere deciso e autentico, la Strada dei Vini dei Castelli Romani si inserisce in uno dei territori più rigogliosi e ricchi del Centro Italia.

A pochi chilometri dall’Urbe, infatti, si apre lo scenario iconico dei Castelli Romani, la terra della “gita fuori porta” per antonomasia, dove nello spazio di uno, due comuni troviamo un territorio variegato che si apre in montagne, colline e laghi, ricche pianure coltivate e splendide terrazze panoramiche che spaziano su tutto il Lazio (e non solo).

Un comprensorio che include ben ventidue comuni, alcuni dei quali tradizionalmente non inclusi nel novero dei Castelli Romani, per un totale di dieci zone vitivinicole, ciascuna con abitudini, coltivazioni e caratteristiche diverse e uniche.

In breve

Partenza: Genazzano
Arrivo: Marino
Km totali: 80
Cosa puoi vedere: Barco Borghese (Monte Porzio Catone), Via Sacra di epoca romana (Rocca di Papa), Museo Archeologico Nazionale (Velletri, Mitreo (Marino)
Cosa puoi gustare: Pupazza frascatana, Ciambelle degli Sposi di Rocca di Papa, Porchetta di Ariccia IGP
Comuni attraversati: Genazzano, Monte Porzio Catone, Frascati, Rocca di Papa, Nemi, Velletri, Lanuvio, Genzano di Roma, Albano Laziale, Castel Gandolfo, Marino

Tappa 1 – Da Genazzano a Frascati

Monte Porzio Catone, Castelli Romani
Monte Porzio Catone è la porta d’accesso ai Castelli Romani da Roma

La prima tappa di questo itinerario alla scoperta della Strada dei Vini dei Castelli Romani prende il via dal suggestivo borgo di Genazzano, situato circa 60 chilometri a sud-ovest della Capitale.

Il centro storico di origine medievale, costruito sulle propaggini tufacee dei Monti Prenestini a una altitudine di circa 400 metri, gode di una posizione favorevole, che ha permesso una proficua coltivazione dei vigneti sin dai tempi antichi.

Di grande impatto scenico è il Castello Colonna, con le sue enormi volumetrie che si impongono sul borgo, così come decisamente interessante è anche il Santuario della Madonna del Buon Consiglio, elevato nel 1903 al rango di basilica minore da Papa Leone XIII.

Sede di una storica Infiorata, Genazzano è anche la città delle barachie, dei dolci tipici realizzati con pasta frolla, riempita di marmellata e chiusa quasi a formare una michetta.

Lasciamo Genazzano e, immergendoci nei percorsi della SR115, tocchiamo dapprima Palestrina (da vedere il Tempio della Fortuna e il contiguo Museo Archeologico), poi San Cesareo, Monte Compatri e infine Monte Porzio Catone.

Suggestivo nella sua collocazione che domina la vallata romana, il borgo monteporziano è circondato da lunghe e ampie distesi di vigneti, che fanno parte della zona produttiva del Frascati Superiore DOC e DOCG. Qui non mancano i monumenti e i luoghi da visitare, come la rinascimentale Villa Mondragone o l’antichissimo Barco Borghese, sito archeologico che si fa risalire all’epoca romana.

Pochi chilometri separano Monte Porzio Catone da Frascati, la “capitale tuscolana” e tra i più importanti comuni dei Castelli Romani, sede vescovile che ha dato alla Chiesa cattolica ben sei papi. Città del Vino per eccellenza, ma anche meta culturale e giovanile, Frascati è facilmente collegata a Roma, uno dei motivi che l’hanno resa celebre tra i villeggianti. Molte le sue attrazioni, tra la nobile Villa Aldobrandini e la Cattedrale di San Pietro, e ricca la sua proposta enogastronomica, che si basa soprattutto sulla cucina capitolina e castellana nel complesso.

Tappa 2 – Da Frascati a Lanuvio

Rocca di Papa, Castelli Romani
Rocca di Papa, il comune in assoluto più alto dei Castelli Romani

Con ancora il sapore deciso del bianco di Frascati che coccola le papille gustative, riprendiamo il cammino lungo la Strada dei Vini dei Castelli Romani in direzione della vicina Grottaferrata.

Località rilassante e immersa nel verde, trova il suo punto di forza nella millenaria Abbazia di San Nilo (altrimenti nota come Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata), fondata dal monaco calabrese nel 1006 e sede di una piccola comunità bizantina dedita a una vita di preghiera e contemplazione.

Nel pieno perimetro del Parco regionale dei Castelli Romani, saliamo di altitudine fino agli oltre 700 metri di Rocca di Papa, che in molti chiamano con l’appellativo di Regina dei Castelli. Non solo per la sua posizione, ma per la sua storia antichissima, che si fa risalire addirittura ad Albalonga, la “madre” di Roma.

Il borgo, perfettamente conservato nel suo impianto medievale, è culminato dal Monte Cavo, alto quasi 1.000 metri e “scalabile” percorrendo la Via Sacra, che in epoca romana congiungeva le rive del Lago Albano al Tempio di Giove Laziale, importante luogo di culto pagano. Rocca di Papa è la città delle Ciambelle degli Sposi, un prodotto dalla tradizione secolare legato al matrimonio, che ancora oggi viene celebrato con una sagra annuale e, nella vita quotidiano, mangiando questo dolce simbolo di fortuna e prosperità per le famiglie.

Da qui ci spostiamo verso Nemi, la città delle fragoline, un prodotto che trova nel fertile terreno dell’omonimo lago lo spazio ideale per crescere, prima di arrivare alle tavole nemorensi sotto forma di dolce, liquore e non solo. Da vedere il Museo delle Navi Romane, nel quale si ripercorre la storia delle monumentali imbarcazioni che l’imperatore Caligola fece costruire proprio in questo luogo.

Raggiungiamo infine Velletri, il più grande dei Castelli Romani con i suoi circa 60mila abitanti, città dal forte carattere produttivo-industriale, ma anche meta del turismo enologico. Qui, infatti, si tiene da quasi un secolo la Festa dell’Uva e dei Vini, il principale appuntamento del genere (insieme alla Sagra dell’Uva di Marino), che si inserisce in un ricchissimo calendario di eventi a tematica popolare organizzati dalla comunità veliterna. Protetto dal Monte Artemisio, e spaziante su tutta la Campagna romano-latina (vi si può ammirare facilmente il Circeo nelle giornate terse), Velletri poggia su una storia millenaria, che si fa risalire addirittura al conflitto tra Volsci e romani (guidati da Anco Marzio).

Anch’essa sede vescovile di grande importanza (la carica di cardinale-vescovo di Velletri fu occupata da Joseph Ratzinger fino alla sua elezione pontificale), Velletri è ricca nel suo patrimonio monumentale, a partire dalla Cattedrale di San Clemente, e passando per la Chiesa di Santa Maria del Trivio, il cui campanile raggiunge la ragguardevole altezza di 50 metri. Tra le delizie gastronomiche veliterne troviamo il carciofo alla matticella, la zuppa di cavoli e baccalà e i fagioli con le cotiche. Il tutto si annaffia, neanche a dirlo, con il Velletri DOC, sia bianco che rosso.

3 ° tappa – Da Velletri a Marino

Velletri, Castelli Romani
Rigogliosa e fertile, è dalla campagna intorno a Velletri che provengono alcuni dei migliori vini dei Castelli Romani

Dopo aver fatto una breve deviazione verso Lariano, nella quale si produce un pane tra i più rinomati del Lazio (benché, a differenza di quello della vicina Genzano di Roma, non abbia la denominazione IGP), riprendiamo il nostro percorso lungo la Strada dei Vini dei Castelli Romani in direzione Lanuvio.

Prospiciente il mare, dalla natura generosa e dal clima mite, Lanuvio è uno dei principali centri di produzione vitivinicola del territorio castellano. Sono numerose le cantine lanuvine nelle quali si coltivano i vigneti che contribuiscono alle denominazioni Castelli Romani e Colli Albani DOC, oltre all’autoctona Colli Lanuvini, anch’essa premiata con la Denominazione di Origine Controllata.

Interessante da visitare a Lanuvio è il Tempio di Giunone Sospita Lanuvina, pregevole esempio dell’architettura romana narrato anche da Cicerone, per il quale il culto della dea in questa zona era particolarmente seguito, soprattutto in corrispondenza del 1 febbraio, il dies natalis di Giunone Sospita.

Pochi chilometri separano Lanuvio da Genzano di Roma (che così viene chiamata per distinguerla dall’omonima città lucana di Genzano di Lucania), la Città dell’Infiorata e del Pane di Genzano IGP, presidio gastronomico territoriale che ha espanso la fama della città su tutto il territorio nazionale.

L’evento dell’Infiorata, che si tiene da oltre due secoli e mezzo in corrispondenza del Corpus Domini, vede ogni anno la partecipazione di decine di migliaia di turisti, che ammirano il tappeto artistico di petali realizzato lungo il centralissimo Via Italo Belardi, e che congiunge le due chiese principali di Genzano, Santa Maria della Cima e la Collegiata della Santissima Trinità.

Sul corso di Genzano, così come nei vicoli del suo bel centro storico, si spande quotidianamente l’olezzo gustoso del suo pane caldo, dalla crosta scura e dalla mollica aerosa, ideale compagno dei salumi castellani, soprattutto della Porchetta di Ariccia IGP.

Nella città che fu dei Chigi, e che conserva alcuni importanti lavori di Gian Lorenzo Bernini (lo stesso Palazzo Chigi, la Collegiata dell’Assunta e la Piazza di Corte, che precede il Ponte monumentale di epoca ottocentesca), la lavorazione della porchetta e la sua vendita sono tra i principali canali economici e di attrazione turistica.

Il maiale, intero, viene lavorato con una tecnica consolidata, svuotandone le interiora e condendolo con una miscela di spezie, cotto a lungo nei forni per renderlo tenero dentro e croccante fuori, e tagliato poi a fette abbastanza spesse.

Da sola o a mo’ di panino, la porchetta ariccina è la delizia delle tavole castellane, da consumare passeggiando lungo il centro storico oppure seduti in una delle tante fraschette tipiche di Ariccia.

Oltrepassata la “cucina dei Castelli Romani”, il nostro sguardo vira rapidamente verso la grande Albano Laziale, anch’essa meta turistico-culturale di pregio e città militare in epoca romana, il che ne ha garantito un rapido sviluppo anche sotto il profilo monumentale, e sulla più piccola Castel Gandolfo.

Quest’ultima, meta delle vacanze estive dei romani pontefici sin dal XVII secolo, sorge sul costone nord-ovest del Lago Albano, in una posizione felicissima che l’ha consacrata come meta di pregio per le villeggiature dei nobili romani, non solo dunque del Santo Padre, la cui Villa Pontificia e gli eleganti giardini circostanti godono dell’extraterritorialità, e sono a tutti gli effetti territorio “estero”.

Arriviamo così all’ultima tappa del nostro tour castellano, Marino, che insieme a Frascati e Velletri si contende la posizione onorifica di “Capitale enologica” dei Castelli Romani. La sua Sagra, come già accennato, si tiene addirittura dal 1925, in corrispondenza con la ricorrenza religiosa della Madonna del Rosario e dell’anniversario della Battaglia di Lepanto del 1571, evento ricordato dalla Fontana dei Quattro Mori, che accoglie il visitatore all’arrivo in città.

Dal bel centro storico, con interessanti monumenti come la Basilica di San Barnaba o l’imponente Palazzo Colonna, ricostruito dopo il secondo conflitto mondiale, Marino è anche città dalla buona gastronomia, con piatti che ricalcano la tradizione romana e la arricchiscono con prodotti della norcineria locale (da provare le coppiette, strisce di carne di maiale secca arricchite da una spolverata di peperoncino).

I vini della Strada dei Vini dei Castelli Romani

Vini Castelli Romani
Trebbiano, Malvasia e Sangiovese: sono loro le uve dei vini ai Castelli Romani

Vigneti baciati dal sole, bagnati dalle dolci acque di risorgive e laghi e cullati dal lieve vento che protende dal mare. La produzione vitivinicola dei Castelli Romani trova nel clima e nel terreno di origine vulcanica i loro alleati.

Tra i principali vitigni utilizzati troviamo la malvasia (presente nel Marino e nel Colli Albani DOC), il trebbiano (nel Frascati e nel Montecompatri Colonna DOC) e il sangiovese.

Il Castelli Romani bianco viene prodotto utilizzando Malvasia (Bianca e del Lazio) e Trebbiano (di Soave, Giallo, Romagnolo e Toscano) in percentuali variabili dal 30 al 100% a seconda delle cantine e della metodologia di lavorazione. Parimenti può dirsi per il Colli Albani DOC, con percentuali di Malvasia del Lazio dal 5 al 45% e di Malvasia Bianca di Candia fino al 60% sul totale.

Trebbiano Giallo e Toscano, insieme alla Malvasia Bianca di Candia, sono i componenti del Colli Lanuvini DOC, mentre per la produzione del Marino DOC, sia da tavola che spumante, si usa unicamente la Malvasia locale.

Unica eccezione la fa il Genazzano rosso, che si produce con percentuali dal 70 al 90% di Sangiovese: sebbene poco diffuso, è ancora parte integrante dei vini castellani.

Non dimenticate di concedervi una sosta a Frascati, per assaggiare alcuni dei migliori vini locali come il Frascati DOC ‘Terso’ di Merumalia, il Campo Vecchio Frascati DOC di Castel de Paolis e l’Avao Frascati DOC di Tenuta Pallotta.

I prodotti tipici della Strada dei Vini dei Castelli Romani

Porchetta Ariccia
Porchetta di Ariccia, una delle bontà più apprezzate dei Castelli Romani

Sapori autentici e genuini, unitamente a un’accoglienza tra le più familiari che possiate trovare in questo angolo d’Italia, fanno del mangiare ai Castelli Romani un’esperienza che resta nel cuore.

Che scegliate un ristorante o una trattoria, o semplicemente preferiate acquistare e portare con voi i prodotti tipici castellani, difficilmente rimarrete delusi dalla ricchezza di questo territorio e delle sue botteghe, vere e proprie case del gusto aperte ai palati più raffinati ed esperti.

Prodotto essenziale da portare sulla tavola, il pane è il re dei Castelli Romani: dal pane di Genzano, alto e leggero, passando per il pane di Lariano con la sua mollica compatta e il lungo periodo di conservazione, difficilmente troverete un comune sfornito di pane e di rielaborazioni tipiche del luogo.

Ricca la produzione norcina, che dalla porchetta di Ariccia IGP spazia verso il tordo matto di Zagarolo IGP, il Salamino Tuscolano e il Salame Castellino, dalla carne magra ma al contempo saporita.

E per accompagnare le carni ci sono tantissimi ingredienti e ricette “green”, che vanno dalla zuppa di cavoletti e baccalà al carciofo alla matticella, una eccellenza made in Velletri. Buonissimo anche il broccolo capoccione, che viene coltivato nella campagna di Albano.

I più golosi adoreranno i biscotti e le ciambelle all’uovo, mentre i romantici rimarranno incantati dalla storia antichissima delle Ciambelle degli Sposi PAT di Rocca di Papa, fino ad arrivare ai Bussolani e ai Tozzetti di pastafrolla, ai Brutti e Buoni e alla Pupazza Frascatana, una bambola di pasta di pane con tre seni, simbolo di fecondità.

Gli eventi e le sagre dei Castelli Romani

  • Sagra dell’Uva di Marino (primo weekend di ottobre) 

Quattro giorni di divertimento, rievocazioni storiche, concerti e ricche bevute. Mentre dalla Fontana dei Quattro Mori, quasi per magia, sgorga vino invece che acqua…

  • Sagra della Porchetta di Ariccia (primo weekend di settembre)

È Ariccia ad aprire, ogni anno, le danze delle sagre d’autunno, con la sua deliziosa porchetta che viene celebrata nel primo fine settimana di Settembre…

  • Sagra delle Castagne di Rocca di Papa (terzo weekend di ottobre)

Un borgo al profumo di castagne. Ecco Rocca di Papa durante la sua Sagra delle Castagne, dove gustare la tipica castagna “rocchicianella”, dolce e saporita, in tanti modi diversi…

  • L’Infiorata di Genzano (in occasione del Corpus Domini, da metà maggio a metà giugno circa)

La tre giorni del Corpus Domini, nella quale ammirare scene sacre e laiche rappresentate con i petali di migliaia di fiori, prima della tradizione “Spallata”…

  • Fiera Nazionale di Grottaferrata (metà marzo)

La Fiera Nazionale di Grottaferrata segna tradizionalmente l’arrivo della primavera. Uno spazio coperto accoglie i visitatori che vi possono trovare sapori e tradizioni…

Dove dormire e mangiare sulla strada del vino dei Castelli Romani

  • Benito al Bosco (Località Morice 96, Velletri)
    Nella cornice naturale del Parco dell’Artemisio, Benito al Bosco propone da quasi mezzo secolo una cucina autentica e raffinata allo stesso tempo…
  • Cacciani (Via Armando Diaz 13, Frascati)
    Dalla splendida terrazza che guarda Roma, passando per la raffinata rielaborazione dei classici della cucina capitolina, un pranzo o una cena da Cacciani non deludono…
  • Ristorante La Foresta (Via dei Laghi, Rocca di Papa)
    Un luogo dove apprezzare le sfumature più sottili della cucina dei Castelli Romani, dall’immancabile risotto agli ovoli ai formaggi, passando per pesce e dolci

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