L’affascinante business del vino: quando le bottiglie possono diventare un investimento redditizio?

Francesco Garbo  | 09 Ott 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Il vino non è semplice succo d’uva fermentato ma un mondo infinitamente grande fatto di produttori che sperimentano sempre nuovi metodi e tecniche. Il vino è fatto di un rapporto molto stretto con la terra da cui si produce, ogni tipo di vino è un prodotto a se, unico. Proprio per questo anche il prezzo dei vini può spesso oscillare e in alcuni casi arrivare a cifre da capogiro. Negli ultimi anni l’interesse di investire in vino si è fatto sempre più grande. A questo proposito è utile capire su quali vini investire e su quali no.

Se volessimo sintetizzare al massimo, un vino da investimento è un vino che ha caratteristiche uniche, uno stile inconfondibile, una storia aziendale e una rarità tale da renderlo prezioso. Contano inoltre l’annata e la reperibilità. Esiste a Londra la Borsa del vino, il Liv-ex (London International Vintners Exchange) che prova l’importanza degli investimenti in vino. La panoramica generale in Italia vede protagonisti i vini rossi con un 82% delle preferenze e delle bollicine con un 17%. Mentre se volessimo analizzare la regione vinicola italiana più promettente per gli investitori allora senza dubbio ci sono il Piemonte e la Toscana. Investire sul vino non è facile, non si tratta di comprare una bottiglia e venderla a quattro volte il suo valore tra qualche anno, sono solo l’1% della produzione globale i vini ricercati per gli investimenti, quelli che presentano le giuste caratteristiche. C’è un sistema di punteggio assegnato ai vini e solo quelli che sono tra i 90 e i 100 punti sono vini su cui vale la pena investire.

Indice dei contenuti

Aspetti chiave

Acquisto diretto: il modo migliore per acquistare questo tipo di vini è quello diretto, autenticità e integrità del prodotto sono garantiti.

Conoscenza: solo gli esperti conoscono esattamente le caratteristiche dei vini ed è proprio loro che bisogna consultare prima dell’acquisto.

Conservazione: una volta acquistato il vino dobbiamo fare particolare attenzione a non rovinarlo con un metodo di conservazione errato. Per questo esistono le cantine frigo che riescono a mantenere costante temperatura e umidità.

Occhio al clima: eventi climatici particolari possono influire di molto sulla produzione vinicola rendendo alcuni vini molto preziosi.

Ecco la classifica dei vini più costosi stilata nel 2022 da Wine Searcher.

Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno: 1.165 €;
Amarone della Valpolicella di Giuseppe Quintarelli: 1.117 €;
Brunello di Montalcino Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera: 861 €;
Masseto: 833 €;
Barbaresco Crichet Paje di Roagna: 830 €;
Barolo Piè Franco di Cappellano: 789 €;
Barolo Riserva Pira: 690 €;
Refosco Colli Orientali del Friuli Calvari di Miani: 666 €;
Barolo Monvigliero G.B. Burlotto: 591 €;
Amarone della Valpolicella di Giuseppe Quintarelli: 586 €

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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