Le buchette del vino, dalla peste di Firenze del Seicento alla Grande Mela di oggi

Adriano Bocci  | 10 Apr 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti
Buchette del vino a Firenze

Vi apriamo un mondo, o meglio, una finestrella: sapete che nel centro storico di Firenze esistono piccole “finestre” per la vendita del vino? È una tradizione molto antica, da poco rinnovata, e dai turisti (e da TikTok) amata. Ci riferiamo alle buchette del vino, aperture di piccole dimensioni che fanno passare giusto un fiasco di vino e poco più, nate per vendere il vino degli aristocratici. Degli aristocratici, e degli aristocratici soltanto, praticamente: la maggior parte di questi sportellini stanno tutti nel centro storico, bucando un vano del pian terreno collegato alla cantina (e al servitore di turno).

Una questione di “riorganizzazione interna” nera come la peste, alle porte del paradiso

Casa Grilo, in Brasile, ha una nuova finestra
Casa Grilo, in Brasile, ha una nuova finestra

L’usanza, da poco riesumata, di vendere vino tramite questi tabernacoli deriva dal 17° secolo, quando i cambiamenti economici del tempo forzarono un po’ le cose. L’Europa passò per un po’ nella stagnazione economica fra guerre, carestie e pestilenze, abbattendo la popolazione (e i consumi). In quel periodo l’aristocrazia cominciò a convertire le proprie attività in terreni agricoli, che offrivano una rendita stabile.

Nello specifico, le ondate di peste portarono Firenze a creare questo metodo di vendita al dettaglio senza dover toccare il proprio cliente. Ciò, ovviamente, è tornato in auge dopo il Covid con il boom dell’asporto. Queste “porte del paradiso” si trovavano in lungo e in largo, coerentemente con la vastità della clientela che andavano a soddisfare. Si utilizzavano anche per fare beneficenza, lasciando cibo o vino per i più bisognosi.

E comunque, la vendita era molto conveniente per entrambi gli attori: i vignaioli vendevano praticamente e quasi sempre teoricamente, solo il vino dei propri poderi. Farlo in questo modo era esente da tasse.

Diffidate dalle imitazioni, forse

Sorpresi? Probabilmente no: è risaputo che il successo crea copie, imitazioni ed ispirazioni che partono da idee di altri. In tanti, tornati da Firenze, decidono di creare una buchetta del vino sia in casa propria che per i propri locali: non solo America, ma anche in Canada e in Argentina. Eccone una più tradizionale, a Disneyworld!

Buchetta del vino di Disney World, Epcot, Florida
Tutto Gusto wine cellar

Il locale Please Tell Me di New York, da oggi 10 aprile, offre la possibilità di acquistare to-go vini come il Syrah e il Merlot attraverso la propria buchetta del vino. I proprietari, Austin Woolridge ed Eric Griego, si raccontano al New York Post (menzionati sul cartaceo) spiegando come abbiano voluto riprendere questa antica e curiosa tradizione di Firenze per fare più soldi. Per vederne la finestrella, la pagina di Instagram potrete trovarla qui. No, questa non è tradizionale.

I 3 problemi (con gradazione) dal Covid a oggi

Non è difficile aspettarsi di trovare turisti e passanti ad aspettare un calice di vino. Tutto nella norma, se non quei problemi un po’ meno ovvi (a chi li guarda da “vicino” con lucenti occhi da turista) che irrimediabilmente ne derivano. Principalmente le questioni sono tre:

  • È colpa dei social”, “le strade sono intasate da sta gente come se fossero al parco giochi, è snervante”. Chi abita in prossimità delle buchette del vino si ritrova molto spesso (o meglio costantemente) gli assembramenti sotto casa. Del passaggio pedonale, poi, meglio non parlarne.
  • I bar, i ristoranti e i locali tutti si ritrovano in una battaglia aspra, o meglio si ritrovano dei competitor avvantaggiati dal semplice creare una fila. L’inflazione dilaga anche nel linguaggio moderno dopotutto: quando tutto è una experience, ogni pretesto è buono per partire e mettere in secondo piano il resto (della concorrenza).
  • Non si possono vendere alcolici per strada. Più o meno. Lo vieta da molto tempo l’Unesco per certe modalità e orari, e da luglio 2020 ha inasprito le sanzioni che mirano a decoro e sicurezza. Non sempre ciò viene rispettato. L’Unesco ha portato la sanzione minima a diventare quasi quella massima: da che era da 25€ a 500€, ora la minima è di 400€. Poiché per legge si poteva pagare col doppio del minimo, cioè con 50€, due spicci. Ciò ha portato più volte alla sospensione di alcuni minimarket; se siete interessati, potete trovare i vari provvedimenti QUI.

Dove sono le buchette del vino

Considerato che di buchette del vino ce ne sono circa 160 solo dentro Firenze, vi consigliamo di cliccare direttamente QUI per una mappa completa anche dei locali che le utilizzano per servire alcolici, cappuccini e spritz. La buchetta più caratteristica è a Piazza del Duomo, una delle poche buchette costruite proprio sul portone, in ciò che una volta era la bottega di Donatello.

Crediti foto: buchettedelvino.org; facebook.com/buchettedelvino. Tutti i diritti riservati.

Adriano Bocci
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