Quando il vino d’eccellenza diventa arte: ecco le 3 etichette d’autore

Aurora De Luca  | 07 Nov 2023  | Tempo di lettura: 5 minuti
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Vino e Arte: un viaggio sensoriale attraverso etichette d’autore

Nel cuore pulsante della viticoltura italiana, dove ogni grappolo di uva racchiude una storia millenaria, il vino si eleva a narratore di terre, di passioni e di uomini. Qui, dove il sole accarezza dolcemente le colline e la terra si fa custode di antichi segreti, il vino non è semplicemente vino: è poesia liquida, è arte che scorre. E come ogni opera d’arte che si rispetti, anche il vino richiede una cornice degna di contenere la sua essenza. Questa cornice è l’etichetta, non un semplice pezzo di carta, ma il biglietto da visita che anticipa il sapore, il profumo e l’anima di ciò che si cela nel calice.

L’etichetta di una bottiglia di vino è un invito silenzioso, un richiamo visivo che promette viaggi sensoriali ancor prima che il tappo ceda al suo destino. È la parte che cattura lo sguardo, che seduce e persuade, che comunica con un linguaggio senza parole l’essenza di un nettare che ha atteso pazientemente il suo momento. Spesso, è proprio lei, questa guardiana dell’estetica, a determinare la scelta di un vino, a diventare il ponte tra il desiderio e la scoperta.

Come un abito sartoriale che si adatta perfettamente alle curve di chi lo indossa, l’etichetta veste la bottiglia, raccontando storie di terre lontane, di vendemmie sotto cieli stellati, di mani che hanno lavorato la terra con rispetto e dedizione. Alcune cantine hanno trasformato le loro etichette in veri e propri manifesti artistici, collaborando con artisti che con pennelli, colori e visioni uniche, trasformano ogni bottiglia in un pezzo da collezione, in un preludio perfetto a una degustazione che si preannuncia indimenticabile.

In Toscana, dove il vino e l’arte hanno tessuto un legame indissolubile, le etichette si fanno tela per artisti di grido. Qui, il vino non solo affascina i palati ma anche gli occhi, diventando un evento artistico a tutto tondo. La famiglia Canali-Femfert, con la sua cantina Nittardi, è solo un esempio di come l’enologia possa incontrare il mondo dell’arte in un abbraccio che celebra la bellezza e la creatività.

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Vino e arte: un linguaggio universale

Le etichette diventano così narrazioni visive, dove ogni tratto, ogni colore, ogni forma si fonde con il racconto di un vino che ha molto da dire. Da Caravaggio a Picasso, da Dalì a Manet, il vino ha ispirato le opere di grandi artisti, e oggi continua a farlo attraverso etichette che sono piccole opere d’arte, firmate da mani celebri e da talenti emergenti.

L’etichetta artistica dell’ultima annata del Chianti Classico Casanuova di Nittardi “Vigna Doghessa” 2021, firmata dal regista premio Oscar James Ivory, è un omaggio alla tradizione e all’innovazione, un connubio tra passato e presente che si esprime attraverso l’arte del collage, in un trionfo di colori che evocano la terra del Chianti.

In questo viaggio attraverso le etichette d’autore, scopriamo che il vino, come l’arte, è un linguaggio universale, un ponte tra culture e persone, un simbolo di pace e di unione. Ogni bottiglia, adornata da un’etichetta d’autore, diventa un messaggero di questa filosofia, invitando a un brindisi non solo al vino ma anche all’arte, alla bellezza e alla vita stessa.

3 etichette artistiche: un connubio tra gusto ed estetica

Le etichette artistiche sono diventate un elemento distintivo per molte cantine, che scelgono di collaborare con artisti per creare veri e propri capolavori visivi. Queste etichette non solo attirano l’attenzione e comunicano l’essenza del vino, ma spesso diventano un fattore decisivo per gli acquirenti, trasformando la bottiglia in un oggetto da collezione.

Donnafugata e Stefano Vitale

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Donnafugata, una nota casa vinicola siciliana, ha reso l’arte un elemento di distinzione grazie alle etichette create dall’artista Stefano Vitale. Le sue opere colorate e fiabesche, che spesso raffigurano donne siciliane e personaggi ispirati al mondo arabo, raccontano il vino e la Sicilia con uno stile naif. Queste etichette sono diventate così iconiche che nel 2018 sono state esposte a Milano, celebrando la storia di un vino famoso non solo per la sua qualità ma anche per il suo impatto visivo.

Vietti e l’Arte di Etichettare


Credit / www.vietti.com

Dal 1974, l’azienda Vietti ha abbracciato l’arte attraverso le sue etichette, commissionando ad artisti diversi la creazione di opere ispirate al vino di ogni annata. Queste etichette originali, spesso firmate dall’artista stesso, sono utilizzate una sola volta, rendendo ogni bottiglia unica. Tra gli artisti coinvolti ci sono stati nomi illustri come Pier Paolo Pasolini, Robert Cottingham, Oliviero Toscani e Renzo Piano, che hanno contribuito a creare una collezione d’arte in continua espansione.

Chateau Mouton Rothschild: Un Ponte tra Francia e Arte

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Credit / www.chateau-mouton-rothschild.com

Non solo in Italia, ma anche in Francia, l’arte si unisce al vino in maniera significativa. Château Mouton Rothschild è famoso per le sue etichette d’autore, che dal 1924 vedono la partecipazione di artisti di calibro mondiale come Bacon, Mirò, Chagall, Dalì, Picasso e Andy Warhol. Queste etichette, che spesso si ispirano alle vigne, al vino o a momenti storici significativi, hanno contribuito a forgiare il mito di uno dei Bordeaux più rinomati al mondo.

Queste tre case vinicole dimostrano come il vino possa essere non solo un piacere per il palato, ma anche per gli occhi, offrendo un’esperienza sensoriale completa che unisce gusto, olfatto e vista in un unico, indimenticabile momento di degustazione.

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Aurora De Luca
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