L’Emilia Romagna scalda i motori: in uno dei suoi borghi più belli parte l’evento vinicolo dell’anno

Francesco Garbo  | 05 Ott 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Borgo diVino arriva a Brisighella, un borgo medievale sulle pendici dell’Appennino Tosco-Romagnolo, tra Faenza, Ravenna e Firenze. Non solo uno dei borghi più belli d’Italia ma anche Bandiera Arancione del Touring Club. Qui il 6, il 7 e l’8 ottobre si potranno degustare molti vini della zona il Romagna DOC Sangiovese e l’albana di Romagna DOCG e tanti altri vini nazionali.

Storia e cosa vedere

Braxeghella, Brissichella queste le probabili origini del nome, alcuni dicono che si collegano al termine celtico brix, luogo scosceso, altri a brisca dal latino terra spugnosa. Sta di fatto che il nome Brisighella è in uso dal 1550. Di qui passavano i romani con il sale proveniente da Cervia di cui erano colme la carovane che passavano per la strada Antoniniana. Si trovano ancora testimonianze di questa strada nei toponimi delle città di zona come Quartolo, da quarto miglio.

Nel centro storico non dovrete far altro che seguire l’antica via degli asini, una strada risalente al XII secolo che era un prezioso ricovero per gli animali. Non potete non visitare i numerosi edifici sacri come la Pieve di S. Giovanni in Ottavo. Imponente la Rocca edificata nel 1310 costruita nel 1300 e passata sotto le mani di molti proprietari. Oggi la rocca è ancora visitabile e presenta ancora molte caratteristiche delle fortezze medioevali come le catene per i ponti levatoio e i camminamenti sulle mura di cinta. Chiudiamo la visita con la Torre dell’Orologio, nata come punto strategico per controllare le mosse degli assediati del castello di Beccagnano, danneggiata e ricostruita più volte oggi offre una stupenda vista sui calanchi.

Cosa mangiare

Il piatto tipico di Brisighella è la “Spoja lorda”, una pasta ripiena con ricotta, parmigiano, uova e noce moscata che viene ripiegata su se stessa e tagliata a quadrucci da cuocere in brodo. Questo piatto nasce per un’esigenza specifica, quando infatti le massaie non avevano il tempo per preparare i cappelletti, optavano per questa pasta che era più veloce nella realizzazione. Ottimo l‘olio che qui si produce, già dal tempo dei romani, grazie alla particolare conformazione del territorio e ai venti freddi infatti si realizza un olio extravergine di grande qualità. Il più prestigioso è il Brisighello, un olio extravergine estratto a freddo.

Nella prima metà di maggio, al pieno del suo sapore, da provare il carciofo Moretto al quale è dedicata una sagra. Se volete assaporare a pieno questo carciofo allora dovrete mangiarlo crudo condito con olio e sale. Molte le ricette che vedono il carciofo Moretto protagonista dai tagliolini con carciofi e calamari, allo strudel al Moretto. Rimanendo su prodotti locali, il formaggio conciato che stagiona nelle grotte di gesso e la carne di Mora Romagnola appartenente a un’antica razza suina autoctona.

Tutte le informazioni utili

Per quanto riguarda l’evento ecco alcune informazioni importanti. La degustazione è riservata a chi acquista il voucher al costo di 18 euro che da diritto a otto degustazioni a scelta tra quelle presenti nell’area espositiva. Il biglietto può essere acquistato in loco oppure online, direttamente sul sito. Non solo vino ma anche cibo con l’area food dedicata con il Tagliere dei Borghi più belli d’Italia e altre specialità di attività locali.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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