L’infarinata

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Ingredienti

-farina di granoturco gr. 500
-fagioli freschi gr. 500
-lardo gr. 50
-un piccolo cavolo nero
-due o tre patate
-aglio
-semi di finocchio
-cipolla
-sedano
-prezzemolo
-carota
-qualche cotenna di maiale
-sale

Preparazione

Sgranare i fagioli e farli cadere in una casseruola; versarvi sopra due litri e mezzo di acqua, salarli, unire qualche cotenna di maiale e farli cuocere. Preparare un soffritto con lardo battuto, una piccola cipolla, una costa di sedano, una carota, una manciata di prezzemolo e uno spicchio di aglio (alcuni omettono l’aglio e aggiungono basilico o rosmarino), tutto tritato. Rosolare molto bene le verdure, quindi aggiungere i fagioli lessati e il loro brodo (senza cotenne), il cavolo tagliato a listerelle, le patate a piccoli pezzi e un pizzico di semi di finocchio pestati. Quando le verdure saranno cotte e mancherà circa un’ora al pranzo, fare cadere a pioggia nel minestrone la farina gialla e cuocerla per 40 minuti, sempre continuando a mescolarla. Questa specie di minestrone-polenta si può consumare sia caldo che tiepido. Oppure, una volta freddo, lo si può tagliare a fette che verranno fritte in abbondante olio o strutto; servirle calde.
Variante : a volte « l’infarinata » viene preparata piuttosto liquida e si serve calda, con crostini di pane fritti. Molti usano brodo di tacchino, altri omettono l’aglio e aggiungono il rosmarino o il basilico. I pareri sono discordi e indubbiamente vi è, in questa scelta, un’influenza personale, come, d’altronde, abbiamo visto avviene sovente in tutte le ricette tradizionali.