L’isola verde della baia campana: a Ischia tra primizie e prodotti tipici

Francesco Garbo  | 09 Giu 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Pithekoussai, questo il nome della colonia appartenente all’antica Grecia che sorgeva dove oggi c’è Ischia. La più grande tra le isole flegree con il suo eterno fascino ha ammaliato scrittori e poeti che davanti ai suoi panorami incantevoli hanno scritto e sognato. Ischia è figlia del vulcano che ancora oggi ha la sua influenza sull’Isola. Molte le sorgenti termali e le acque ricche di proprietà benefiche che si spingono anche fino a 40 gradi. Ischia è nota anche come isola verde per la presenza di numerosissimi pini e vigneti disposti su terrazzamenti. Ecco quindi cosa vedere e mangiare su questa meravigliosa isola.

Cosa vedere a Ischia

Splendidi e molto suggestivi sono i Gardini La Mortella, un giardino esotico ricco di piante rare creato alla fine degli anni 50 da William e Susanna Walton. I giardini si estendono per ben 2 ettari con una ricca collezione di piante raccolte in più di 50 anni da Lady Walton che amava collezionare piante molto particolari. Il nome dei giardini è da far risalire alla località dove si trovano e sono tra i giardini privati più belli in Europa.

Le fumarole sono sorgenti raggiungibili tramite il borgo di Sant’Angelo. Un piccolo fazzoletto di spiaggia molto particolare che emana una grande energia termica, un fenomeno noto appunto come fumarole per via dei vapori che rendono la sabbia così bollente in grado di cuocere anche delle uova se inserite al suo interno. Cava scura invece è un antichissimo stabilimento termale risalente al periodo dei romani, qui infatti si trovavano le antiche terme romane.

Merita la visita il Castello Aragonese di Ischia che svetta imponente sul borgo con la sua ricchezza storica inestimabile. Il castello è legato all’isola dal ponte che collega l’insula major con l’insula minor come venivano chiamate nel medioevo. La storia del Castello Aragonese è antichissima, si dice addirittura che i primi insediamenti siano risalenti al V secolo a.C. Il periodo migliore per il castello si fa risalire, come suggerisce il nome stesso, agli aragonesi con Alfonso I d’Aragona che nel XV secolo trasformò il castello facendolo diventare uno dei punti di riferimento del regno di Napoli. Dopo il recente restauro il castello non finisce di stupire i turisti che vengono qui per visitarlo.C’è poi Villa Arbusto che da direttamente sulla acropoli di Pitecuse, ovvero il primo insediamento di Ischia che conserva la coppa di Nestore, la cui incisione di un epigramma di tre versi rappresenta il primo frammento di una poesia nella sua stesura originale.

Cosa mangiare

Da non perdere il famosissimo coniglio all’ischitana, figlio della saggezza popolare dell’epoca che seppe sfruttare i conigli che popolavano l’isola per potersi sfamare. Questa è una ricetta antica che risale addirittura al V secolo quando i siracusano conquistarono l’isola e la trovarono invasa dai conigli. La carne si lascia cuocere lentamente nel tegame di terracotta con aglio e pomodorini, poi si sfuma con il vino bianco e porta a cottura dopo averla impreziosita con erbe aromatiche. Tra i dolci tipici da assaggiare il cornetto ischitano che si produce solo qui sull’Isola. Un concetto farcito con crema e amarena con una pasta che è un misto tra pasta sfoglia e pasta brioche con quasi 24 ore di lievitazione. Ottimo anche il vino, soprattutto quello prodotto con i vigneti di biancolella, una varietà tipica di Ischia e tra le più coltivate.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



Articoli più letti

©  2024 Valica Spa. P.IVA 13701211008 | Tutti i diritti sono riservati.
Per la pubblicità su questo sito Fytur