Lo sapevi che il vino cambia sapore a seconda del bicchiere? Ad ogni vino il suo

Francesco Garbo  | 13 Nov 2023  | Tempo di lettura: 4 minuti

I bicchieri da vino, anzi per la precisione calici, non sono uno strumento di arredo che abbellisce la tavola grazie alla loro forma particolare. Esistono molti tipi di calci e ognuno ha la sua forma che meglio si presta a un determinato tipo di vino. Il bicchiere è una componente fondamentale nella degustazione, nel bicchiere vediamo il colore del vino che ci comunica molto, nel bicchiere vediamo la persistenza delle bollicine nel caso di un vino frizzante, nel bicchiere infine riusciamo a sentire tutti i profumi che il vino è capace di regalare. Insomma il bicchiere è quel tramite tra noi, il vino e la bottiglia e deve essere scelto in modo consapevole.

Materiale e componenti del bicchiere

Iniziamo con il dire che oltre alla forma è fondamentale il materiale del bicchiere che deve essere rigorosamente in vetro con un’ottima trasparenza che permette di vedere bene i colori e non alterarli. Il bicchiere per essere definito di cristallo deve avere al suo interno almeno il 24% di ossido di piombo che regala al vetro una buona trasparenza. Le forme dei calici di vino sono  molte e possiamo per praticità dividerle per tipo di vino. Il bicchiere, inoltre, è diviso in diversi componenti, partendo dal basso, dalla base abbiamo il piede, poi si sale con lo stelo o gambo che serve per impugnare il calice senza scaldare il vino, la parte dove si versa il vino si chiama coppa e infine c’è il bordo.

Ad ogni vino il suo bicchiere

Per i vini frizzanti e gli spumanti i calici usati sono: tulipano, tulipano largo, coppa e flùte. Per i vini bianchi e rosati abbiamo: bianco leggero, bianco strutturato e bianco aromatico rosè. Per i vini rossi: rosso aromatico rosè, rosso leggero, rosso medio e rosso strutturato. Infine per passiti e vini liquorosi: porto, sherry e passito Sauturnes. In linea generale comunque per vini bianchi giovani e freschi con profumi delicati e non intensi il bicchiere da utilizzare è di medie dimensioni. Per vini bianchi maturi e quindi intensi c’è bisogno di un bicchiere più grande per permettere agli aromi di diffondersi e liberarsi meglio. Passando ai vini rossi quelli di media struttura vengono degustati in bicchieri di dimensione media, al contrario di quelli di lungo aggiramento che richiedono una maggiore apertura al ventaglio di profumi che con un bicchiere grande hanno modo di liberarsi meglio.

Proseguiamo con i vini frizzanti per i quali la scelta più azzeccata è sicuramente il flûte che permette di apprezzarne le bollicine e la loro persistenza anche se spesso si scelgono calici ampi che permettono la diffusione di aromi. Differente il discorso è per gli spumanti aromatici ai quali in passato era riservata la coppa ma ormai è caduta in disuso e rimane solo il valore simbolico. Chiudiamo poi con i vini liquorosi per i quali si sceglie un calice di piccole dimensioni e di forma arrotondata.

Una volta scelto il calice, capiamo come degustare al meglio

Il calice, come già accennato, ha un ruolo a dir poco fondamentale nella degustazione. Proprio nel calice infatti si ricercano tutti i profumi che il vino ha da offrire, quei profumi che ci raccontano la sua storia, il suo territorio di origine e i procedimenti che hanno portato l’uva a trasformarsi in vino. Per questo il bicchiere deve essere roteato per permettere l’ossigenazione e lo sprigionarsi dei profumi. Ecco dunque l’importanza di non riempire mai il bicchiere fino all’orlo ma al massimo a metà. Questo discorso non vale per i flûtes, qui il contenuto aumenta, vanno riempiti per 4\5 del loro volume, perché in questa maniera si apprezza meglio il perlage e la persistenza della spuma. Infine occhio alla temperatura che non è importante solo per il vino ma anche per i bicchieri, infatti i calici dovrebbero essere portati alla giusta temperatura prima del loro utilizzo. Freddi per gli spumanti, freschi per i vini bianchi e i passiti e a temperatura ambiente per i vini rossi.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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