Longevità e cibo: ecco i 5 paesi dove si vive di più al mondo

Francesco Garbo  | 12 Apr 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Il rapporto cibo-salute è molto più stretto di quanto pensiamo, o meglio lo sappiamo ma spesso ce ne dimentichiamo. A volte spendiamo più per cose superflue o vestiti firmati piuttosto che porre l’attenzione su una spesa consapevole che sia una vera e propria medicina per il nostro corpo. D’altronde di corpo ne abbiamo uno per tutta la vita quindi forse varrebbe la pena mantenerlo in salute grazie anche ad un’alimentazione corretta ed equilibrata. Questo concetto è ben chiaro agli abitanti di Okinawa che hanno scoperto l’elisir di lunga vita.

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Il cibo come medicina

“A 80 anni, sei un giovane. A 90, se i tuoi antenati ti invitano in cielo chiedi loro di aspettare fino a che non arrivi a 100. Poi puoi prendere in considerazione la cosa” questa la traduzione della scritta che accoglie chi si reca in visita al piccolo villaggio di Ogimi nel nord di Okinawa. Ma la scritta ha un fondamento, secondo l’ultimo censimento ben 15 tra i 3.000 abitanti di Ogimi sono centenari, 171 gli ultranovantenni. Questo paese è compreso nella zona blu, termine che si riferisce a quelle zone nelle quali la speranza di vita è nettamente superiore alla media. Sapevate che una zona blu si trova anche in Italia? Più precisamente in Sardegna. Le altre zone blu nel mondo sono appunto Okinawa, Nicoya in Costa Rica, Icaria in Grecia e Loma Linda in California. Proprio studiando la genetica, le abitudini di vita e quelle alimentari di queste zone potremmo capire qual è il loro segreto. Ma l’alimentazione sembrerebbe avere la parte del leone, come afferma Craig Willcox, professore di salute pubblica e gerontologia presso la Okinawa International University e co-ricercatore principale dell’Okinawa Centenarian Study, che studia la longevità degli abitanti di Okinawa dal 1975. ““Circa due terzi di questo elisir di lunga vita viene dall’alimentazione e dallo stile di vita. Il resto è genetica. In generale, per arrivare a quota 100 è necessaria una predisposizione genetica. Una sana alimentazione non basta. Non abbiamo esaminato un eventuale vantaggio genetico di Okinawa rispetto ad altre parti del Giappone, ma che la longevità qui scorre nel sangue è un dato di fatto”.

Andando ad analizzare le abitudini alimentari, che sia ad Okinawa o in Sardegna capiamo come queste zone blu sono accomunate in generale da una dieta molto equilibrata che favorisce la frutta e la verdura con ben 5 porzioni al giorno poi pesce in prevalenza e poi infine carne, che molto spesso viene consumata in eccesso. Un consumo di calorie molto basso che scatena nel corpo un deficit energetico che è tutt’altro che negativo. Questo meccanismo infatti attiva una specie di istinto di autoconservazione secondo il quale è l’organismo a convertire un’alta percentuale di cibo in energia attivando gli enzimi che favoriscono la longevità.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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