Marrone di Valrovina

Condividi con:

Territorio interessato alla produzione: Valrovina, San Michele, Privà, Sarson, frazioni del Comune di Bassano, in provincia di Vicenza

La storia: La selezione del castagno da frutto dalla specie selvatica si deve ai Romani, che lo diffusero sulle montagne di tutta la penisola. Questo frutto ha da sempre rappresentato un pilastro dell’economia montana, sia come fonte alimentare che per la produzione di ottimo legname. La castanicoltura ha tuttavia subito un certo declino a causa dello spopolamento delle montagne nel corso dell’ultimo secolo, ma nei luoghi dove i montanari hanno continuato a curare le piante, controllando il proliferare del sottobosco e potando i castagni, la produzione di questo frutto è continuata conservando inalterata le sue caratteristiche tradizionali. Nel vicentino, la zona della Valrovina attorno a Bassano del Grappa è a tutt’oggi una delle più famose per la castanicoltura e la produzione di marroni molto apprezzati e ricercati. Da oltre trent’anni si tiene, nel mese di ottobre, presso l’omonima località vicino a Bassano, la tradizionale festa dei Marroni.

Descrizione del prodotto: Il marrone della Valrovina è un frutto di forma ovoidale a buccia striata di colore bruno scuro. Sulla base del frutto c’e’ un’area chiara detta “ilo”. All’apice la castagna si restringe e i residui del perianzio e degli stili formano la cosiddetta “torcia”. Il frutto si trova protetto da un riccio ricoperto di aculei all’interno del quale si possono trovare 2 o 3 marroni. La parte commestibile del frutto è soda, farinosa, zuccherina, saporita, consistente, resistente alla cottura, croccante e molto dolce, di colore biancastro all’interno e giallastro all’esterno, avvolta da una sottile pellicola chiamata episperma. La pezzatura è grossa e di norma varia dai 48 ai 65 frutti per kg.

Processo di produzione: Il marrone di Valrovina è innestato su pianta selvatica e l’innesto si effettua quando la pianta, in avanzato germogliamento, è in succhio (scortecciamento). La pianta fiorisce in primavera e si feconda in luglio. La raccolta avviene in ottobre raccogliendo i marroni privi di riccio, caduti al suolo autonomamente o a seguito di una bacchiatura effettuata per mezzo di lunghe pertiche. Per facilitare la conservazione i marroni vengono messi in una vasca contenente acqua per otto o dieci giorni, vengono poi tolti e posti in locali ben arieggiati dove avviene l’asciugatura (in tre – cinque giorni). Successivamente vengono ammassati e conservati. Il prodotto può anche essere conservato in frigo subito dopo la raccolta, facendo attenzione che sia ben asciutto.

Reperibilità: Dalla fine di settembre e fino alla fine di ottobre, i marroni della Valrovina sono reperibili nella zona del Bassanese e in alcuni mercati del Vicentino, durante manifestazioni, sagre e presso i rivenditori ortofrutticoli al dettaglio

Usi: I marroni sono generalmente consumati arrostiti ma sono ottimi anche lessati e trovano largo impiego in pasticceria.