
La cola nata a Torino presenta la nuova Bella Fuori Collection: bottiglie tattili, filiera italiana e design premiato al centro del progetto.
La nuova sfida di MoleCola passa ancora dal vetro, dal design e da un’identità italiana che il marchio torinese continua a rivendicare con forza. La storica bottiglia da 33 cl, già premiata negli anni scorsi per la sua lavorazione, cambia pelle e si presenta in una veste inedita con la nuova Bella Fuori Collection, una serie composta da cinque texture differenti pensate per trasformare il packaging in un’esperienza sensoriale completa. Non soltanto gusto, quindi, ma anche tatto, vista e percezione materica diventano parte integrante del prodotto.
L’azienda conferma così il proprio legame con Torino e con una filiera produttiva italiana che resta interamente nazionale, nonostante la distribuzione abbia ormai raggiunto oltre 40 Paesi nei cinque continenti. La ricetta nasce nel capoluogo piemontese, le componenti aromatiche vengono selezionate in provincia di Firenze, mentre lo zucchero arriva da barbabietole coltivate da Italia Zuccheri. Le referenze in vetro utilizzano acqua minerale naturale proveniente dalle Alpi Marittime piemontesi. Una scelta che il marchio continua a presentare come parte centrale della propria identità produttiva.
La collezione sarà mostrata in anteprima durante TuttoFood Milano 2026, in programma dall’11 al 14 maggio, nello spazio espositivo del brand al Padiglione 6 – Stand F31. E già da queste prime anticipazioni la nuova linea punta chiaramente a rafforzare il rapporto tra design industriale, riutilizzo quotidiano e riconoscibilità estetica.

MoleCola (Fonte IG@molecolaitalia ) – paesidelgusto.it
La nuova Bella Fuori Collection nasce con un obiettivo preciso: trasformare la bottiglia in un oggetto da conservare anche dopo il consumo. MoleCola prova a spostare il packaging fuori dalla logica usa e getta, lavorando sulla percezione fisica del vetro e sul rapporto emotivo con l’oggetto. Le cinque nuove superfici non vengono presentate come semplici decorazioni estetiche, ma come veri elementi narrativi capaci di raccontare il carattere del marchio.
Le texture modificano il modo in cui la bottiglia viene osservata e toccata. Le lavorazioni giocano con rilievi, geometrie e riflessi luminosi che cambiano a seconda dell’impugnatura e della luce. L’effetto finale richiama il mondo della sartoria italiana, uno dei riferimenti più forti dell’intera operazione. Non a caso l’azienda parla apertamente di “abiti della bottiglia”, scegliendo un linguaggio vicino alla tradizione tessile italiana.
Dietro questo sviluppo c’è ancora Curve Creative Studio, agenzia creativa torinese che aveva già firmato il design originale della bottiglia premiata nel 2017 all’International Design Award di Los Angeles. In quell’occasione il vetro lavorato come un tessuto sartoriale aveva conquistato il primo posto nella categoria Material Design. Un riconoscimento che oggi viene ripreso come punto di partenza della nuova evoluzione estetica.
La bottiglia resta in vetro da 33 cl e mantiene la scelta industriale avviata nel 2019, anno in cui MoleCola eliminò completamente la plastica dalla produzione. Una direzione che il marchio collega alla riciclabilità totale del vetro e a un approccio coerente con i temi della sostenibilità ambientale. Le nuove bottiglie vengono prodotte da OI, azienda con sede ad Asti tra i principali operatori mondiali nel settore dei contenitori in vetro. La collaborazione, spiegano dal marchio, nasce da una condivisione di valori legati a innovazione, territorialità ed etica produttiva.
L’idea del riuso emerge con forza in tutto il progetto. La bottiglia non viene più descritta soltanto come contenitore della bevanda ma come oggetto di design domestico, destinato a rimanere sulle tavole o negli ambienti quotidiani anche dopo l’apertura. Un dettaglio che, lo sappiamo, intercetta una tendenza sempre più forte nel settore beverage.

MoleCola (Fonte IG@molecolaitalia ) – paesidelgusto.it
Ogni bottiglia della collezione sviluppa una personalità distinta attraverso motivi geometrici e superfici ispirate al mondo dei tessuti italiani. MoleCola costruisce così una narrazione visiva che collega direttamente il prodotto alla moda italiana, all’artigianato e alla cultura estetica contemporanea.
La texture chiamata Vita rappresenta il punto d’origine del percorso creativo del marchio. Il disegno prende ispirazione dal tweed chevron e si riconosce per il motivo a zig-zag inciso sul vetro. L’effetto genera movimento continuo e restituisce una percezione dinamica già al primo sguardo. L’azienda la definisce il “primo battito” della propria identità grafica.
Poi c’è Orizzonti, costruita attraverso linee orizzontali nette e regolari. Il richiamo arriva dalla tradizione sartoriale classica, reinterpretata in chiave contemporanea. La superficie crea un senso di ampiezza visiva e vuole evocare apertura, crescita e prospettiva internazionale. Una scelta che riflette anche l’espansione commerciale del brand fuori dall’Italia.
La texture Hypnosis utilizza invece una struttura a pois dal forte impatto visivo. Le forme ripetute generano una vibrazione ottica studiata per catturare immediatamente l’attenzione. Qui MoleCola punta chiaramente su un’immagine più audace, quasi magnetica. Il design diventa elemento distintivo e riconoscibile anche a distanza.
Con Sogno il linguaggio cambia ancora. Le linee verticali e ondulate seguono un andamento morbido, meno rigido rispetto alle altre lavorazioni. La bottiglia sembra quasi muoversi tra luce e ombra, creando un effetto visivo più fluido. L’ispirazione viene associata alla creatività e all’immaginazione, due parole che il marchio utilizza spesso per descrivere la propria filosofia.
Chiude la collezione Harmonia, texture costruita su una struttura a nido d’ape tridimensionale. Gli incastri geometrici producono profondità e trasmettono solidità visiva. MoleCola collega questa lavorazione sia all’equilibrio degli ingredienti della bevanda sia alla capacità del brand di creare connessioni attorno alla propria immagine.
Secondo quanto dichiarato da Francesco Bianco, co-founder dell’azienda, ogni bottiglia è stata pensata come un segno riconoscibile e collezionabile. Il progetto, spiega, nasce dal desiderio di raccontare un’identità italiana contemporanea fatta di ricerca, innovazione, sperimentazione e libertà espressiva.

MoleCola (Fonte IG@molecolaitalia ) – paesidelgusto.it
Pur essendo distribuita in oltre 40 Paesi e presente in 5 continenti, MoleCola continua a mantenere una produzione interamente italiana. Il marchio insiste molto su questo aspetto, soprattutto in una fase in cui molte aziende del beverage spostano parti della filiera all’estero per ridurre costi industriali e logistici.
La ricetta originale resta legata a Torino, città in cui il progetto è nato e cresciuto. Le componenti aromatiche vengono selezionate in provincia di Firenze attraverso una scelta accurata di essenze e parti naturali. Lo zucchero proviene invece da Italia Zuccheri, cooperativa agricola che utilizza esclusivamente barbabietole coltivate sul territorio nazionale. Anche l’acqua impiegata per le referenze in vetro arriva dalle Alpi Marittime piemontesi.
Questo sistema produttivo viene utilizzato dall’azienda come elemento distintivo rispetto ai grandi colossi internazionali del settore cola. Il marchio lega infatti il concetto di italianità non soltanto all’origine geografica del prodotto ma anche allo stile creativo, al design industriale e alla qualità della filiera.
Il vetro continua ad avere un ruolo centrale. La scelta di abbandonare completamente la plastica nel 2019 resta uno dei punti più richiamati dall’azienda, che collega il materiale alla conservazione del gusto e alla possibilità di riciclo totale. Anche per questo la collaborazione con il produttore astigiano OI viene descritta come parte integrante della filosofia MoleCola.
La nuova collezione arriverà ufficialmente a TuttoFood Milano 2026, uno degli appuntamenti fieristici più importanti del comparto alimentare internazionale. Dall’11 al 14 maggio il marchio presenterà le cinque bottiglie nello spazio dedicato all’interno del Padiglione 6, Stand F31.
La strategia sembra chiara: consolidare l’immagine di MoleCola come marchio italiano capace di unire bevanda, design, cultura visiva e sostenibilità in un unico racconto. E questa volta il vetro, già diventato simbolo del brand, prova a spingersi ancora più avanti.
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