
Nel paesaggio vitivinicolo del Piemonte, il Monferrato Astigiano rappresenta un’area dove la geometria dei filari disegna onde perfette che si rincorrono a perdita d’occhio, interrotte solo dal profilo di un campanile o di un’antica fortezza. È un territorio che l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità, non solo per la sua bellezza estetica, ma per quella “cultura del fare” che da secoli modella la vita dei suoi abitanti. Al centro di questa coreografia naturale sorge Calamandrana, un borgo che funge da cerniera tra la terra della Barbera e quella del Moscato, offrendo al visitatore un’esperienza di autenticità e di “buon vivere” che sembra resistere al passare frenetico del tempo.
Il territorio di Calamandrana è diviso tra la parte moderna in valle e l’incantevole Calamandrana Alta, il nucleo storico che domina la collina. Qui, il castello medievale – oggi residenza privata ma simbolo identitario del borgo – veglia su un labirinto di stradine acciottolate da cui si godono panorami spettacolari che spaziano fino alla catena alpina. Camminare per queste vie significa immergersi in un silenzio nobile, dove l’architettura in mattoni a vista e le antiche mura raccontano di un passato di difesa e di fiorente agricoltura.
Esplorare i dintorni di Calamandrana permette di scoprire perle rare del turismo slow. A pochissimi chilometri si trova Canelli, celebre in tutto il mondo per le sue Cattedrali Sotterranee, chilometri di cantine storiche scavate nel tufo che custodiscono lo spumante italiano sotto le fondamenta della città. Sul versante opposto, Nizza Monferrato accoglie il viaggiatore con il suo elegante centro storico e il Campanon, la torre civica che scandisce la vita di una comunità profondamente legata alla terra. Per gli amanti del trekking e del cicloturismo, le colline circostanti sono percorse da sentieri segnalati che attraversano zone boschive e vigneti eroici, offrendo punti di sosta panoramici dove la natura si fonde con l’opera millenaria dell’uomo. Visitare questa zona significa anche scoprire la gastronomia del territorio, dove il cardo gobbo di Nizza e il tartufo bianco trovano il loro completamento ideale nella struttura dei vini rossi locali.
In questo contesto di eccellenza opera l’azienda agricola La Badia, una realtà che sin dai primi del Novecento appartiene alla famiglia Ponzano. Il nome stesso, che evoca l’idea di un luogo di pace e cura (come un’antica abbazia o badia), riflette perfettamente la filosofia aziendale: produrre vino non è solo un atto commerciale, ma un modo per celebrare la vita e il benessere. Come emerge dall’intervista alla proprietà, la passione per la vigna è un’eredità che si tramanda da generazioni, evolvendosi da una produzione inizialmente destinata al consumo familiare a una realtà artigianale di alta qualità, capace di esportare l’anima del Monferrato nel mondo.
La filosofia de La Badia si fonda su un equilibrio delicato tra il rigore della tradizione piemontese e una visione moderna, orientata alla sostenibilità e al rispetto del consumatore. In vigna, il lavoro è improntato al minimo impatto ambientale, privilegiando la salute della pianta affinché l’uva arrivi in cantina con tutto il suo bagaglio aromatico intatto. Il protagonista indiscusso della produzione è la Barbera d’Asti, il vitigno che più di ogni altro incarna lo spirito fiero e generoso di queste colline. Quella de La Badia è una Barbera che cerca l’eleganza: un rosso intenso, con note di frutti di bosco e una freschezza che la rende estremamente versatile a tavola. Accanto alla Barbera, la cantina esprime l’anima aromatica del territorio attraverso il Moscato d’Asti e il Brachetto, vini capaci di catturare la dolcezza del sole monferrino e trasformarla in bollicine sottili e profumate. Degustare i vini de La Badia significa entrare in contatto con una storia familiare fatta di gesti misurati e di una profonda dedizione alla terra, dove ogni bottiglia è un invito a rallentare e a riscoprire il piacere di un sorso onesto e profondamente legato alle proprie radici.
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